APPUNTI DI VIAGGIO DI
GENNAIO 2007.
A distanza di quasi 3 mesi dal primo trattamento, visto anche lo
scarso risultato ottenuto, ho rifatto le punture di botulino
per tamponare l’eccessiva salivazione.
Il neurologo che mi tiene in cura mi
spiegava che esistono due qualità diverse di botulino
e che evidentemente a me avevano fatto quelle di qualità più scadente.
Così nuove iniezioni e questa volta della migliore qualità e i
risultati non sono tardati ad arrivare!
Sono passati oramai due mesi dall’autotrapianto effettuato a Lima,
in Perù e come supponevo non ho avuto eclatanti miglioramenti ma è sparita quella stanchezza infinita che mi
aveva accompagnato negli ultimi mesi ed arrivati a questo punto, credetemi, non
è cosa da poco.
Anche il collo è un pochino più forte.
Questi piccoli
ma importanti miglioramenti, non visibili alla totalità delle
persone, mi hanno così permesso di fare quello che più mi fa sentire normale :
utilizzare il mio pc!
Il pc, che utilizzo grazie ad un
emulatore di mouse a raggi infrarossi, è una delle poche cose che mi fa sentire
vivo e mi tiene ancorato alla realtà, una realtà che
la malattia ha profondamente modificato!
Grazie ad esso riesco a gestire questo
sito, riesco ad avere un po’ di privacy e soprattutto mi consente, attraverso
le email (evisto che non
riesco più a parlare) con una certa facilità di comunicare.
Comunicare è vivere!
Cos’è un uomo senza comunicare?
Insomma, avrete capito che senza il mio computer sarei perso!
Il mese di gennaio è trascorso abbastanza tranquillo anche perché non c’è stata
nessuna complicazione.
Ho festeggiato il mio 36esimo compleanno.
Una bella festa curata in ogni particolare :
l’addobbo e il menù…
La stanza dove vivo e dove ho festeggiato il compleanno per una
sera trasformata in un tripudio di colori e di allegria
: maschere, stelle filanti attaccate ad una parete, palloncini e piccoli
peluche sull’altra parete.
Il menù poi era vario e ricchissimo :
affettati, formaggi, fritti misti, pizza bianca, kebab,
dolci e diversi tipi di torte.
E’ stata veramente una bella serata che ho voluto fortemente anche
per ringraziare i tanti amici che mi sono vicini.
Spero che non sia l’ultimo compleanno che festeggerò ma che sia
l’ultimo in queste condizioni!
Vale la pena di crederci.
Come negli scorsi appunti, voglio
chiudere con una poesia che Carmen mi ha voluto dedicare :
Come mia madre
Di Carmen.
Come mia madre
anche
tu non parli più
Come mia madre
ti
capita di piangere
perchè
l'incubo
non
è ancora finito.
Come mia madre
hai
bisogno del
maledetto
ventilatore
che
ti aiuta a respirare.
Come mia madre
anche
tu hai avuto
una
trafittura sulla pancia
per
fare quello che i medici
definiscono
mangiare.
Nessuno sa
come
un familiare di un ammalato sla
quanto
sia difficile
fare
finta di niente
e
sorridere.
Quando
abbracceresti
fortissimo
chi ami
per
proteggerlo
dal
nemico.
La tenerezza
che
mi fai
è
nel mio cuore
Vorrei poterti aiutare.
Ma
come con mia madre non posso.
T.V.B.