Secondo una ricerca pubblicata lunedì scorso alcuni ricercatori
statunitensi hanno dimostrato che una specifica forma di estrogeno
può proteggere il cervello dalla degenerazione senza aumentare il rischio,
nelle donne, di tumore al seno o all’utero.
I ricercatori suggeriscono che questo estrogeno
potrebbe essere utilizzato nel trattamento del deterioramento cerebrale in
diverse patologie tra cui il morbo di Alzheimer, la
sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica,
le lesioni al midollo spinale e anche nel caso nell’invecchiamento naturale.
Fino a questo momento l’estrogeno è stato testato soltanto sui
topi modello per la sclerosi multipla ma, in questi
esperimenti, questo ormone ha fermato la progressione della malattia.
Gli animali trattati hanno, inoltre, riacquistato la capacità di
camminare.
Al contrario di altri estrogeni questa forma
dell’ormone non ha attività anti-infiammatoria.
Di conseguenza il trattamento con questo estrogeno
dovrebbe essere combinato con il trattamento con sostanze in grado di
combattere l’infiammazione che si osserva nella sclerosi multipla e in altre
patologie.
"La cosa fondamentale è che questo estrogeno
ha funzioni neuroprotettive.
E’ un aspetto che mancava in questo campo di ricerca”, ha
affermato Seema Tiwari-Woodruff,
professore associato di neurologia all’Università della California-Los
Angeles (UCLA) David Geffen School
of Medicine, che ha partecipato alla ricerca.
Anche se esistono molti farmaci anti-infiammatori che possono aiutare i pazienti con sclerosi
multipla a prevenire l’aggravarsi dei sintomi fisici, non esistono farmaci in grado
di arrestare la degenerazione cerebrale causata dalla malattia.
Questa ricerca è stata pubblicata sulla
rivista the
Proceedings of the