Sembra un personaggio di Disney il supertopo: a 22 mesi (equivalenti a 80 anni
nell’uomo) ha muscoli turgidi e niente sintomi d’invecchiamento. E’ il
protagonista di una ricerca che può avere ricadute industriali colossali, e che
interessa anche l’Airc per la ricerca contro il
cancro. Il merito è di un fattore di crescita che un’équipe
italoamericana ha inserito nel dna del topo, il muscular insulinlike growth factor1 (mIGF1). Protegge dal decadimento muscolare
ed è in grado di ridare massa e forza a muscoli vecchi o compromessi da traumi.
Oltre a sconfiggere l’atrofia aumenta la sopravvivenza delle
fibre muscolari in caso di distrofia e di sclerosi laterale amiotrofica.
Il prodotto funziona meglio delle cellule staminali, inefficaci in un ambiente
cronicamente infiammato.
Il fattore di crescita è organico: lo
utilizzano i muscoli giovani per funzionare. «Delle due forme che assume, una
circolante prodotta dal fegato e distribuita negli organi, e una locale che
ogni tessuto produce per sé, ci siamo concentrati sulla seconda perché la
circolante può provocare tumori», spiega Antonio Musarò,
direttore dell’European molecular
biology laboratory di Roma.
Il supertopo è frutto di un intervento di ingegneria
genetica: i ricercatori hanno introdotto l’mIGF1 nel dna e hanno accertato che
in questo topo transgenico il fattore di crescita non
diminuiva con l’età. «A questo punto, siamo passati alla fase
2 e abbiamo inserito il gene non nel dna ma direttamente nel muscolo
danneggiato o vecchio, e abbiamo constatato che recuperava massa e forza».