I ricercatori dell’Università dell’Iowa hanno identificato, in seguito alla scoperta di una inaspettata interazione proteica, un farmaco in grado di raddoppiare la durata della vita di topi modello per la forma ereditaria della sclerosi laterale amiotrofica.

I risultati di questi studi, pubblicati online sulla rivista The Journal of Clinical Investigation potrebbero portare a nuovi trattamenti per la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che distrugge i motoneuroni del cervello e del midollo spinale.

I ricercatori stavano studiando la biologia di base dei segnali cellulari quando hanno individuato una interazione tra la superossidodismutasi (SOD1), una proteina mutata nelle forme ereditarie di SLA, e RAC1, una proteina che regola la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) attraverso il complesso proteico Nox2. Le specie reattive dell’ossigeno sono essenziali per le normali funzioni cellulari ma si sospetta che una loro anormale produzione possa essere la causa della SLA e di altri disordini neurodegenerativi.

 

La scoperta di questa interazione ha indotto i ricercatori a compiere studi più accurati.

Inizialmente essi hanno trovato che la deplezione della proteina Nox2 era in grado quasi di raddoppiare la durata della vita di topi modello per la forma ereditaria di SLA. Questa scoperta ha fornito ulteriori evidenze che le specie reattive dell’ossigeno prodotte da Nox2 possano essere implicate nella progressione della SLA. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che un farmaco chiamato apocinina, in grado di bloccare l’attività di Nox2, rallenta la progressione della SLA e aumenta la durata della vita di topi modello per forma ereditaria della malattia.

 

Negli Stati Uniti circa il 5-10% dei casi di SLA è rappresentato dalla forma ereditaria della malattia mentre nel rimanente 90% dei casi si tratta di una forma sporadica che può colpire chiunque.

Non esistono topi modello per la forma sporadica della malattia e i ricercatori non sono stati in grado di valutare se l’apocinina potesse avere effetto anche sulla forma sporadica della malattia. I ricercatori hanno inoltre evidenziato che trials pre-clinici sono necessari per determinare la sicurezza e l’eventuale efficacia della apocinina sui pazienti.

“Questo scoperta è importante non solo per la SLA ma anche per le sue implicazioni nella comprensione della biologia cellulare di base. RAC1 è coinvolta in molti processi cellulari tra cui la migrazione cellulare, la proliferazione e il differenziamento, ed è un importante componente del processo infiammatorio” ha affermato John Engelhardt, leader del gruppo dei ricercatori del Department of Anatomy and Cell Biology, presso il Carver College of Medicine dell’Università dell’Iowa.

 

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