Sclerosi, Alzheimer, Corea di Huntington, malattia di Tay-Sachs, morbo di Parkinson, e tante altre. In una parola, malattie neurodegenetive.

Non esiste prevenzione, ne' una terapia: l'unica soluzione e' nella ricerca. Per questo, si e' arrivati allo sforzo congiunto, una collaborazione tra il professor Angelo Vescovi, biologo, studioso e ricercatore nel campo delle cellule staminali e l'Azienda ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano, nell'ambito di una convenzione con l'universita' Milano Bicocca Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze. Il fine e' quello di avviare laboratori di ricerca e la sperimentazione clinica in ambito neurodegenerativo.

Il tutto grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia di 2 milioni e mezzo di euro per tre anni. Le malattie neurodegenerative, cui il progetto e' dedicato, sono patologie che distruggono tanto le cellule nervose quanto i tessuti.

 

Per questo, nel caso in cui il tessuto venga distrutto, il semplice trapianto di cellule non e' sufficiente.

L'obiettivo, dunque, e' quello di sfruttare in particolare la nanotecnologie per agire sui tessuti. "Il progetto -ha spiegato Vescovi- e' innovativo perche' implica l'utilizzo di cellule staminali del cervello, ma soprattutto perche' si spinge nel tentativo di ricostruire i danni del tessuto, integrando l'utilizzo delle cellule staminali con l'utilizzo di biomateriali, di nanotecnologie, della chimica combinatoriale e di tante altre tecnologie che, messe insieme, costituiscono una nuova branca della medicina che e' quella dell'ingegneria dei tessuti". "In particolare si tratta di costruire qualcosa che non c'e' piu', partendo dai mattoni elementari che costruiamo noi, quindi una cosa particolarmente raffinata e complessa".


Allo scopo, e grazie al finanziamento della Regione, l'ospedale Niguarda ospitera' 900 mq di nuovi laboratori e l'attivita' si inserira' nelle linee di ricerca gia' esistenti: il Centro di riferimento regionale per la coltura di epidermide umana e di crioconservazione dei tessuti e il Centro Regionale per la crioconservazione di cellule staminali periferiche che ha sviluppato livelli di eccellenza nella manipolazione di cellule staminali emopoietiche, nell'immunoterapia tumorale e nella diagnostica molecolare avanzata e post-genomica.

Per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si tratta di "un'iniziativa del tutto innovativa, per una serie di malattie drammatiche per chi le subisce e per la famiglia; di un'investimento forte che la Regione fa per permettere al professor Vescovi e alla sua equipe di fare questa ricerca in un luogo nel quale si curano anche i pazienti". "Con questo progetto - ha concluso Formigoni - riportiamo anche a casa un equipe di ricercatori italiani che, in questi anni, hanno avuto modo di lavorare nel mondo".