SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA I CALCIATORI POTREBBERO ESSERE PIU' A RISCHIO

 

 

AGI) - Roma - La Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e' causata da un mix di alterazioni genetiche e fattori ambientali, come intensi sforzi fisici e il fumo di sigaretta. I giocatori di calcio sembrano pero' piu' a rischio rispetto al resto degli atleti. Sono queste, in sintesi, le conclusioni degli specialisti, medici sportivi e neurologi, che si sono confrontati ieri in occasione del meeting scientifico 'Sclerosi laterale amiotrofica e calcio' presso il Policlinico Agostino Gemelli, a Roma. L'incontro e' stato promosso dalle Scuole di specializzazione in Medicina dello Sport e in Neurologia dell'Universita' Cattolica di Roma, e dalla Icomm, Associazione per la Ricerca sulla Sla.

 

La Sla e' una malattia progressiva che colpisce i motoneuroni, cioe' le cellule nervose del midollo spinale che comandano il movimento dei muscoli. La morte dei motoneuroni altera la funzionalita' del muscolo scheletrico, causando paralisi e atrofia muscolare. I disturbi variano a seconda della parte del corpo colpita, spesso la mancanza di forza e' il primo sintomo che puo' manifestarsi con affaticamento, debolezza di una mano, di una gamba ('ipostenia') o come debolezza dei muscoli che permettono di parlare ('disartria') o di deglutire ('disfagia'). Ma qual e' il ruolo del calcio? ''Sulla base dei nostri studi e delle ipotesi scientifiche oggi piu' accreditate il gioco del calcio non e' di per se' causa della Sla - ha detto Mario Sabatelli, ricercatore di Neurologia alla Cattolica di Roma e Coordinatore nazionale del Gruppo Italiano di Studio sulla Sclerosi laterale amiotrofica - ma solo un verosimile fattore di rischio in individui predisposti a causa di alterazioni genetiche, che comunque sono assai rare''.

 

''Gli studi dei fattori ambientali - ha aggiunto Sabatelli - hanno una notevole rilevanza perche' ci possono aiutare a individuare i possibili meccanismi responsabili della degenerazione dei motoneuroni''. Quindi, il gioco del calcio sarebbe 'colpevole' solo in modo indiretto dell'insorgenza della Sla. Il gruppo di ricercatori coordinati da Adriano Chio', responsabile del Centro Sla del Dipartimento di Neuroscienze dell'Universita' degli studi di Torino, ha avanzato l'ipotesi di una correlazione tra gioco del calcio e Sla. ''Sulla base di nostri studi epidemiologici - ha affermato Chio' - abbiamo riscontrato un aumento di rischio di sviluppare la Sla in una coorte di calciatori professionisti italiani, attivi fra il 1970 e il 2001. Lo studio di tale coorte e' stato ampliato fino al 2006, riscontrando 8 casi di Sla rispetto a 1,24 casi attesi, con un aumento di rischio di 6,45 volte rispetto alla popolazione generale.

 

Sono state anche studiate due coorti di sportivi professionisti (giocatori di basket e ciclisti professionisti), nelle quali non e' stato riscontrato alcun caso di Sla''. Lo studio dei calciatori professionisti italiani sembra dimostrare un aumento di rischio di sviluppare la Sla, a un'eta' piu' giovane dall'atteso (42 anni rispetto a circa 65) e con un particolare aumento del rischio fra i centrocampisti. ''? possibile ipotizzare - ha spiegato Chio' - che il rischio osservato sia la conseguenza di una complessa interazione fra fattori ambientali (tipologia di allenamento, sostanze connesse con la cura dei campi di gioco e di allenamento, abuso di farmaci antinfiammatori o di altro tipo) e fattori genetici predisponenti. Sono in corso studi per cercare di identificare i fattori genetici che potrebbero predisporre alla Sla i calciatori''.