Harvard - E' un italiano Francesco Paolo Di Giorgio, di
anni 30, originario di Barletta, il primo nome della ricerca di Harvard
del laboratorio del Professor Kevin Eggan pubblicata su Nature Neuroscienze
"Non–cell autonomous effect
of glia on motor neurons in an
embryonic stem cell–based ALS model".
Le Cellule staminali embrionali per la
prima volta usate come mezzo per studiare la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa che
colpisce specificamente i motoneuroni, portando prima
alla paralisi e poi alla morte del paziente.
Si tratta di una terribile malattia: l'80% dei pazienti muore
entro 5 anni dalla diagnosi e fino ad oggi non sono ancora chiari i meccanismi
che portano all'insorgenza di questa malattia e non ci sono farmaci o
trattamenti che sono in qualche modo efficaci.
Il grande problema che si riscontra
quando si studiano malattie neurodegenerative (come
anche l'Alzeimer o il Parkinson)
e' che normalmente quando la diagnosi viene effettuata gia'
molte cellule del cervello o della spina dorsale sono gia'
morte e questo rende difficile avere materiale sufficiente per studiare la
malattia. In questo lavoro i ricercatori hanno usato cellule staminali
embrionali di topo che hanno il gene responsabile della malattia e
differenziando queste cellule in vitro in motoneuroni
e hanno visto che queste cellule muoiono e presentano caratteristiche
molto simile a quelle osservate nei pazienti affetti dalla malattia.
Oltre a questo usando questo modello cellulare hanno trovato che i motoneuroni non
muoiono per difetti presenti nelle cellule stesse, ma sono altre cellule, gli astrociti, che normalmente hanno una funzione di supporto
per i motoneuroni, che in questa malattia sembrano
avere un effetto tossico su queste cellule provocandone la morte.
Questa importante scoperta costituisce un passo avanti verso la
comprensione dei meccanismi che stanno dietro