(DIRE) Roma, 8 nov. - Una cura in grado
di rallentare l'avanzamento della Sclerosi laterale amiotrofica attraverso
l'uso di farmaci a base di sali di litio. L'avrebbe messa a punto un'equipe
italiana composta da studiosi e ricercatori dell'Istituto Santa Lucia di Roma,
del Neuromed e dell'Università di Pisa.
La notizia è stata data oggi durante il
34mo convegno della Lega Italiana per la lotta contro la malattia di arkinson
dagli stessi studiosi che, per 15 mesi, hanno perimentato la nuova terapia su
un gruppo di 16 pazienti. "
In tutto- spiega Francesco Fornai,
ricercatore dell'Università di Pisa, tra gli autori nel progetto- abbiamo
coinvolto 48 pazienti per un tempo di 15 mesi: 16 hanno preso i sali di litio
insieme al riluzolo, gli altri 32 solo il riluzolo". Dopo la
sperimentazione di 15 mesi i ricercatori hanno rilevato "un tasso di
mortalità zero" sui pazienti trattati anche con i sali di litio.
"Molti- spiega sempre Fornai-
avevano avuto la diagnosi di Sla già da un anno e una percentuale elevata aveva
la forma più aggressiva della malattia, quella bulbare". Negli altri 32
pazienti, invece, il tasso di mortalita' "è stato del 30%". Nei
pazienti trattati con il litio, poi, "non si è verificato nessun significativo
peggioramento- prosegue Fornai- mentre negli altri c'è stato un declino del 50%
già nei primi 3 mesi".
I pazienti sono stati reclutati
dall'Istituto neurologico mediterraneo e dalla Clinica neurologica di Pisa.
La cura si basa sul seguente principio:
il lito sarebbe in grado di accelerare i meccanismi di rimozione delle proteine
e dei mitocondri alterati e promuovere la genesi di nuovi mitocondri. Altri 100
pazienti, in questo momento, sono sotto cura: è stata fatta anche una proposta
di studio all'Agenzia del farmaco.
I ricercatori ne vorrebbero reclutare
altri mentre attendono la pubblicazione dei primi risultati.
"Con questa terapia viene data un'importante speranza ai malati- Stefano Ruggieri, del Neuromed- grazie ad un farmaco che, tra l'altro, costa pochissimo".