Finanziamenti 2007.

Roberta Friedman, Ph.D., Research Department Information Coordinator.

 

All’inizio dell’anno sono stati finanziati 10 progetti che hanno già dato risultati promettenti e nuovi progetti per cercare di trovare una terapia per la SLA.

I progetti includono la ricerca, tra i veterani, di geni e fattori ambientali che potrebbero interagire per causare la SLA.

Molto importante sono anche i nuovi progetti per scoprire geni che si conoscono o si sospettano partecipare allo sviluppo della malattia.

Ogni nuovo gene aggiunto alla lista dei geni che partecipano allo sviluppo della malattia ci porterà più vicino all’individuazione di un bersaglio per la terapia.

Alterazioni a carico dei mitocondri, i centri energetici della cellula sono state fortemente sospettate di partecipare allo sviluppo della malattia.

Tre diversi progetti saranno incentrati sullo studio dei mitocondri.

Un ricercatore, già precedentemente finanziato, cercherà di chiarire il ruolo di questi organuli cellulari, così importanti per il mantenimento delle funzioni cellulari dei motoneuroni. Un altro progetto studierà le potenzialità della terapia genica per contrastare i prodotti metabolici dannosi generati nei mitocondri e nelle altre parti dei motoneuroni. Un terzo progetto esaminerà il ruolo del ceftriaxone, già utilizzato in clinical trials con pazienti di SLA.

Sembra che il ceftriaxone possa essere in grado non solo di contrastare i prodotti metabolici nocivi ma anche di agire attraverso il sistema del glutammato.

Questi tre progetti rappresentano un modo nuovo per studiare come proteggere i motoneuroni e questa protezione potrebbe avvenire attraverso il sistema mitocondriale.

Una ulteriore ricerca che è stata proposta e che ha implicazioni cliniche dirette comprende lo studio di molecole simili ai cannabinoidi contenuti nella mariuana per vedere se queste molecole possono aiutare a rallentare il processo infiammatorio che, è noto, partecipa alla progressione della malattia e lo studio di un possibile set di composti che potrebbe agire sui depositi anomali della proteina SOD1, mutata in alcuni casi di SLA di tipo ereditario.

Infine un gruppo di ricerca sta studiando una nuova molecola che agisce sulla superficie dei motoneuroni, a livello del sito di legame per i fattori trofici, e che aiuta le cellule in coltura a resistere agli effetti tossici dovuti all’esposizione a tessuti provenienti da topi modello per la SLA.

Un altro gruppo sta cercando di generare un vettore virale per agire direttamente sui motoneuroni che muoiono nel sistema nervoso allo scopo di silenziare, mediante terapia genica, la produzione di SOD1 mutata e nello stesso tempo ripristinare la produzione della proteina normale.

Verranno concessi due finanziamenti per iniziare nuove ricerche, due finanziamenti annuali e cinque finanziamenti pluriennali, un premio dell’ASL Association  e un finanziamento dell’iniziativa TREAT ASL.

Questa serie di finanziamenti supporterà ricercatori di tutto il mondo, tra cui Australia, Belgio, Germania e Canada, e Stati Uniti.

 

Progetti raccomandati per il finanziamento:

 

Genetica della SLA.

Il moscerino della frutta è facile da utilizzare in laboratorio e la sua genetica è ben conosciuta. Callaerts e Norga pensano di generare un moscerino con mutazioni del gene di una proteina chiamata “senataxin” che, è noto, è la causa di alcuni casi di malattia del motoneurone, compresi alcuni casi di una forma di SLA con progressione lenta.

Poiché anche i moscerini contengono una proteina chiamata “senataxin”, i ricercatori troveranno quale fenomeno cellulare potrebbe essere cambiato e quali altri geni potrebbero interagire, per modificare la malattia del motoneurone.

Nicholson and Blair hanno identificato una regione sul cromosoma 7 associata ad una forma di SLA con progressione lenta.

Ora cercano di identificare la specifica mutazione genetica coinvolta.

Con i campioni a loro disposizione, provenienti da famiglie colpite dalla malattia, intendono trovare la mutazione genetica che si aggiungerà alla lista dei possibili bersagli molecolari su cui possono essere concentrate le ricerche per trovare una cura. 

 

Funzioni Mitoncondriali.

Gunther continuerà le sue ricerche sui difetti prodotti dalla proteina SOD1 mutata, che ha individuato attraverso studi nei lieviti.

In questi organismi i mitocondri, i centri energetici della cellula, sono facilmente accessibili e Gunther ha utilizzato questa caratteristica per mostrare cambiamenti nelle funzioni mitocondriali dovuti a specifiche mutazioni da lui introdotte nel lievito. Ora cercherà di confermare ed estendere queste scoperte anche nelle cellule animali. Se confermerà che i mitocondri sono danneggiati perchè il macchinario mitocondriale è bloccato, come i suoi dati hanno mostrato fino ad oggi, (soprattutto per una diminuzione del gruppo EME), questo potrebbe aprire una nuova strada nella terapia per la SLA.

 

Interazioni tra geni e fattori ambientali.

L’ ALS Association si unisce all’ NIH e alla Veterans Administration in una ricerca sulle cause ambientali e genetiche alla base della SLA.

Il gruppo, guidato da Schmidt sta già raccogliendo dati genetici e informazioni sulla vita di veterani con SLA e veterani senza la malattia per cercare fattori genetici e ambientali che potrebbero interagire per provocare la malattia.

Lo studio è possibile grazie al Registro SLA (con 100 veterani), e potrebbe fornire le ragioni per l’aumentata incidenza della malattia tra i veterani.

 

Dinamica dell’assone.

Una proteina chiamata “stathmin” è un componente delle giunzioni neuro-muscolari, il sito in cui il nervo contatta la cellula muscolare.

Davis ha trovato, nel moscerino della frutta, cambiamenti nel gene che codifica per questa proteina a livello delle giunzioni neuro-muscolari danneggiate.

Il suo gruppo cercherà di chiarire il ruolo di questa proteina nella comunicazione tra il muscolo e il nervo e cercherà, sempre nel moscerino della frutta (che è facile da manipolare geneticamente), geni che codificano per proteine in grado di interagire con “stathmin”.

 

Aggregati di SOD1.

McLaurin e Robertson possiedono un gruppo di composti in grado di penetrare nel cervello e agire contro l’accumulo di aggregati di proteine anormali.

Il loro gruppo  cercherà di capire se queste molecole possano agire anche sugli accumuli di proteina SOD1 mutata, responsabile di alcuni casi di SLA di tipo ereditario, utilizzando topi in cui è stato introdotto il gene che codifica per la proteina mutata.

 

Infiammazione.

Composti in grado di mimare gli effetti dei cannabinoidi contenuti nella mariuana possono agire sugli stati infiammatori e hanno dimostrato di avere qualche effetto anche in topi modello per la SLA.

Il gruppo di Prather cercherà di identificare vari composti in grado di agire a livello dei recettori cellulari, in particolare il recettore CB2, dei cannabinoidi nel sistema nervoso centrale e verificare se questi composti possano da soli, o in combinazione con altri farmaci già testati, aumentare la vita dei modello per la malattia.

 

Glutammato.

Methner e Schubert sospettano che il ceftriaxone, un nuovo candidato nella terapia per la SLA, possa avere più meccanismi d’azione.

Sembra che il ceftriaxone non solo sia in grado di contrastare l’eccesso di glutammato ma sembra anche facilitare l’ingresso all’interno della cellula di cistina, il cui derivato è in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi.

 

Fattori trofici.

Una delle molecole che partecipano al mantenimento della “buona salute” dei motoneuroni è chiamata p75 neurotrofina e i suoi siti di legame sulla superficie cellulare sono presenti in numero elevato nella SLA.

Longo possiede piccole molecole che legano questi recettori sui motoneuroni e sono in grado di proteggere cellule in coltura dall’esposizione tossica a tessuti provenienti da topi con SLA.

La più promettente di queste molecole è in grado di penetrare nel sistema nervoso centrale quando viene somministrata per via orale e non è tossica.

Questo progetto cercherà di confermare questi risultati nei topi modello per la SLA per vedere se questa molecola è in grado di prolungare la vita o mantenere più a lungo le funzioni motorie dei topi trattati rispetto a quelli non trattati.

Samulski genererà un vettore virale specifico per i motoneuroni.

Questo contrutto combinerà la capacità di agire selettivamente sui motoneuroni che muoiono nella SLA e la capacità di spegnere l’espressione del gene SOD1 mutato  in alcuni casi di SLA di tipo ereditario. Contemporaneamente il suo team cercherà di ricostituire le cellule con il gene SOD1 normale.

 

The ALS Association, National Office

27001 Agoura Road, Suite 150

Calabasas Hills, CA 91301-5104

Phone: (818) 880-9007

Fax: (818) 880-9006

 

Nell’ultimo decennio la ALS Association ha assegnato quasi 40 milioni di dollari per finanziare la ricerca per trovare le cause e una cura per la SLA.

Maggiori informazioni sulle ricerche dell’associazione, i programmi di finanziamento e l’iniziativa  TREAT ALS sono disponibili sul sito www.alsa.org/research.