Si aprono nuove prospettive per la terapia di malattie come la sclerosi multipla e la SLA attraverso le cellule staminali.

Una speranza che viene dall'Italia, precisamente da Terni: e' dalla "Banca delle cellule staminali di Terni", inaugurata nel 2006, che giunge la notizia di un possibile avvio della sperimentazione umana sulle staminali cerebrali adulte coltivate da cellule di feti abortiti spontaneamente.

 

A discuterne, in un convegno all'Istituto Superiore di Sanita', sono stati il presidente dell'Istituto Enrico Garaci, il vescovo di Terni Monsignor Vincenzo Paglia, il sindaco Paolo Raffaelli, e diversi ricercatori, tra cui il professor Angelo Vescovi dell'Universita' Bicocca di Milano, direttore della "Banca di Cellule Staminali Cerebrali" e Presidente del Comitato Scientifico di Neurothon Onlus. All'interno della "Banca delle Staminali", ha spiegato Vescovi, vengono coltivate ed espanse cellule staminali isolate dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) di feti umani abortiti spontaneamente.

 

Da un singolo aborto spontaneo si possono generare decine di milioni di cellule, utili per il trapianto a fini terapeutici e sufficienti a trattare numerosi pazienti. Infatti le cellule coltivate danno origine alle cosiddette linee di cellule staminali cerebrali umane, che si riproducono continuamente e che vengono poi selezionate e congelate in attesa dell'utilizzo nelle varie cliniche.

Le cellule vengono inoltre generate in accordo ad un regime di produzione e controllo, nonche' certificazione che le qualifichera' come "clinical grade" e quindi utilizzabili su pazienti. Iniziata la produzione delle cellule, il centro di Terni ha avviato la richiesta per ottenere i requisiti con i quali si possa dare il via alla sperimentazione clinica.

 

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