L’EDITORIALE
In ricordo di Luca Coscioni.
E’
già passato un anno…
Il
tempo vola!
E’
già passato un anno da quel disgraziato 20 febbraio…
Ricordo
…i miei genitori, come tutti i giorni, mi vennero a prendere al lavoro.
Nei
loro volti un’espressione indefinita ma che non lasciava presagire quello che
era già successo.
Loro
lo sapevano!
Mi
portarono a casa.
Mia
madre, come tutti i giorni, mi sistemo sul letto.
Mi
guardò e mi sorrise…un sorriso amaro che valeva più di mille parole, in quel
momento per me indecifrabili.
Appena
tornato dal lavoro ero solito vedere per qualche minuto il telegiornale.
E’
così che appresi della tua morte…nelle notizie scorrevoli lessi :
è
scomparso nella sua casa di Orvieto Luca Coscioni malato da 10 anni di sclerosi
laterale amiotrofica.
Non
volevo credere a quello che avevo letto ma, purtroppo, era tutto vero.
Con
la flebile voce chiamai mia madre …
Lei
già sapeva!
Caro
Luca ,
è
già passato un anno dalla tua scomparsa…
La ricerca
sulla sla va avanti e tante
scoperte sono state fatte, scoperte che però non hanno portato ad una terapia,
scoperte che non hanno ancora portato a nulla di concreto.
Si
continua a morire di sla in Italia così come negli Stati Uniti, in Giappone o
in Australia.
La
ricerca con le cellule embrionali sta suscitando enorme interesse in tutto il
mondo tranne che in Italia dove si preferisce far marcire gli embrioni
soprannumerari piuttosto che utilizzarli per trovare una cura per malattie oggi
incurabili.
Per
fortuna però non tutto il mondo è paese e alcuni stati, come Spagna e Australia,
hanno addirittura approvato la clonazione terapeutica.
Il 18 settembre 2006 abbiamo organizzato un sit in di protesta per
sensibilizzare le Istituzioni e per la prima volta si è aperto un tavolo di
trattative con il Ministero della Salute.
Sarebbe
stato bello se fossi stato con noi!
C’era
tua moglie, Maria Antonietta, che mi ha parlato un po’ di te.
Che
altro dirti?
Grazie
per quello che hai fatto e per quello che l’associazione
che porta il tuo nome sta
facendo.
Spero
di essere più fortunato di te…
…non
mi stancherò mai di dirlo, la fede in Dio (per chi è credente), l’amore con cui
viene accudito, la voglia di vivere del malato e il suo coraggio se pur
importanti, troppo spesso non sono sufficienti per battere la sla.
A
noi malati serve soprattutto una cura…ma tu questo lo avevi capito da tempo!
Luca
Pulino Raccolta degli
editoriali
E voi cosa ne
pensate? Mi piacerebbe conoscere la
vostra opinione. Scrivetemi