L’EDITORIALE

 

L’anno 2006…

 

Se n’è andato un altro anno…

Cosa dire?

Beh, la prima cosa che mi viene da scrivere è questa :

SONO ANCORA VIVO!

 

Per chi non conosce la malattia può  essere, la frase sopra riportata, banale ma chi conosce la sclerosi laterale amiotrofica sa che quella frase è tutt’altro che banale specialmente se sono 5 anni che si combatte contro una malattia di questo genere.

Tutt’altro che banale se penso ai tanti compagni di sventura che se ne sono già andati e che fisicamente stavano meglio di me!

E così non posso fare a meno di chiedermi come starò il prossimo Natale.

Magari meglio, magari verrà trovata una cura accessibile a TUTTI i malati capace quantomeno di fermare la neurodegenerazione dei motoneuroni o magari il prossimo Natale, sotto l’albero, troverò una piccola fiala con scritto ‘NUOVI MOTONEURONI’.

E allora sarà come nascere una seconda volta!

Ma se questo può essere un possibile scenario futuro, il passato e il presente descrivono una realtà differente dove la malattia sembra inarrestabile.

Così nell’ultimo anno ho dovuto ingoiare altri bocconi amari : la Peg, la perdita della parola oltre ad avere un generale peggioramento fisico che sempre meno mi consente di aiutare gli altri ad aiutarmi.

 

Anche nell’anno 2006 ci sono state importanti scoperte e tanti nuovi farmaci si stanno sperimentando contro la sla.

Si sta, a mio parere, facendo molto per i malati di ‘domani’ ma forse troppo poco per quelli di ‘ieri’.

 

Top news del 2006.

 

Ricorderò questo anno appena trascorso per tante cose ma specialmente per il sit – in del 18 settembre che, tra l’altro, mi ha consentito di dare un volto a tante persone che conoscevo solo virtualmente.

Il sit – in del 18 settembre ha consentito l’apertura di un tavolo di trattative con il Ministero della Salute.

Tante richieste che si spera verranno presto esaudite anche se, visti i tempi della burocrazia, non c’è da stare troppo allegri.

 

Ricorderò il 2006 per il grande lavoro svolto dal neo Presidente dell’Aisla, Mario Melazzini e per il mio viaggio in Perù.

 

Purtroppo ricorderò l’anno appena trascorso anche per le tante persone che se ne sono andate a causa della malattia.

Tra queste il papà della mia amica Rosa e il papà della cara Carolina che prima di diventare un angelo ha scritto questa poesia.

 

La Luce

Di Bruno Zanaga


Io non credo che tu sia riuscito a fare il paradiso più bello della terra.

Tanti dicono che si è inondati di luce mentre si percorre una strada salendo.


Si parla a sproposito di luce eterna.

A me piace tanto anche la notte che tu ci hai dato, con il suo silenzio, i suoi rumori, le stelle, che brillano sopra le nostre teste.

A me piace tanto il profumo delle notti d'estate!

La luce la luce, tutti vedono la luce, anche chi ritorna da un coma profondo parla della luce vista nell'attimo in cui stava varcando il confine tra la vita e la morte.


A me piace tanto osservare i tramonti di fuoco di S. Andrea con la brezza della sera che mi accarezza la pelle,

inondandomi di profumi selvaggi, e mi chiedo instancabilmente e tu,

in cui io credo tanto e so che sei l'artefice di tutto questo, potrai mai avermi riservato un luogo,

dopo la mia vita terrena , migliore di tanta bellezza di cui io oggi godo.

 

 

 

Accadde un anno fa…

 

  Gennaio 2006 – Sarà l’anno buono?;

 

 

Luca Pulino                                                                     Raccolta degli editoriali             

                                     

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