Commenti all’editoriale.

 

Commenti editoriale di Gennaio 2009 'La mia giornata tipo'.

Ciao Luka
Ho letto tua giornata tipo che non si discosta molto dalla mia, solamente che io ho una badante perchè ho voluto che Paola mia moglie continuasse a lavorare come maestra che gli piace tanto.
Anche la tv è simile, prima cosa la mattina SKYSPORT24 e SKYTG24 molto History channel e National Geographic, ed essendo interista sfegattato Inter channel.
Da quando ho il tobii ho abolito la penichella, visto che lo uso dalle due finita la fisioterapia.   
Non sò come fai a sopportare la maschera del ventilatore per tanto tempo, io non l'ho mai sopportata in confronto adesso con la tracheo sono un "signore", posso dormire di notte prendendo una pastiglia che prima non potevo.
Scusa Luca se mi sono spinto con i pensieri alla tracheostomia non pensando che cosa pensi a proposito, sperando che tu ne abbia bisogno il più tardi possibile.
Ti parlo bene della tracheo perchè da quando mi sono ammalato non ho più voluto uscire, percui non mi è cambiata più di tanto la vita anzi volendo posso più uscire adesso, con una apposita  carrozzina e un ventilatore portatile ma non ci tengo più tanto, a parte quando arriverà la bella stagione in cui mi metterò in giardino visto che da settembre abito in un nuovo appartamento a piano terra.  
Nei prossimi giorni ti mando delle considerazioni  che ho fatto in seguito alle volontà di un nostro compagno di malattia che vuole morire, penso siano interessanti da mettere sul sito.
Dimenticavo la cosa più importante tu hai Cristian, io ho Margherita la mia nipotina di 1 anno che ha portato una gioia incredibile in famiglia.
Margherita ha un affetto particolare per lo zio speciale o per dirla all'inglese lo "special uncle" (rifeerimento a mourinho lo special one), è come se sentisse che ho bisogno d'amore più degl'altri.
ciao Stefano M.

 

Carissimo Luka,
leggendo il tuo editoriale di questo mese mi sono commosso. Le tue giornate non sono "schifose", sono eroiche. Il coraggio con cui affronti una uotidianità che é fatta di dolore e difficoltà, la positività con cui illumini ciò che ti circonda, nobilitano ogni attimo della tua vita, dal più importante al più banale, rendendoli unici.
Se c'é qualcuno che merita di guarire, quello sei tu. Stringiamo i denti ancora un po', forse il 2009 ci porterà la notizia che aspettiamo da tempo.
:-)
Un abbraccio,
Adriano aka Thunder

 

 

Commenti editoriale di Novembre 2008 ‘Stefano, il calcio e la sla’.

 

ciao luka

ho letto il tuo editoriale e devo dirti che sono d'accordo in totem, si sà che in italia contano le persone conosciute perchè fanno "odience", ma magari (non per loro) ce ne fossero di altri borgonovo... perchè l'italia è una repubblica fondata sul calcio!!!

Stefano M.

 

 

Commenti News di Novembre 2008  Ordine dei Medici: l'ultima parola spetta ai pazienti. Il Papa: no, spetta alla Chiesa.’

 

Passiamo ora a "In primo piano". Mi aspettavi al varco, eh, non negare! :-)

Leggo il titolo: "Ordine dei Medici: l'ultima parola spetta ai pazienti. Il Papa: no, spetta alla Chiesa". Incuriosito, vado a leggere quello che dice il Papa.

"L'insistenza con cui oggi si pone in risalto l'autonomia individuale del paziente deve essere orientata a promuovere un approccio al malato che giustamente lo consideri non antagonista, ma collaboratore attivo e responsabile del trattamento terapeutico". No, qui non mi pare che ci sia nulla...

"E' innegabile che si debba rispettare l'autodeterminazione del paziente, ma questo deve essere perseguito senza dimenticare pero' che l'esaltazione individualistica dell'autonomia finisce per portare ad una lettura non realistica, e certamente impoverita, della realta' umana".

continua

 

 

Commenti News di Aprile 2008  ‘Rabbini vs chiesa cattolica…’.

 

….come sempre riesci a trovare articoli che danno ottimi spunti di riflessione. Ho trovato molto interessante l'articolo sulla posizione dei rabbini in merito agli embrioni ibridi, e vorrei fare alcune considerazioni, ovviamente di parte.

La prima è questa.

Ogni volta che un vescovo, un prete, un cardinale, un papa cattolico esprime la propria opinione in merito ad un tema di bioetica, parte subito una salva di fucilate contro l'oscurantismo ecclesiastico, le ingerenze della Chiesa etc.

In questo caso è il rabbino Jonathan Romain della Sinagoga Maidenhead che afferma: "E' irresponsabile far arretrare la ricerca medica.

Il Cardinale accusa gli scienziati di creare mostri, ma e' ancora piu' mostruoso impedire possibili cure".

continua

 

 

Commenti editoriale di Dicembre 2007  ‘La ricerca e l’etica: verso  un compromesso?’

 

Caro Luka,

ho letto con grande interesse l'editoriale di questo mese.

Si tratta di una notizia molto importante, che fa il paio con quella, di qualche mese fa, che annunciava la scoperta di cellule staminali nel liquido amniotico.

La possibilità di ricavare cellule staminali pluripotenti da cellule somatiche elimina ogni ostacolo etico e teologico, in quanto il principale ostacolo posto dai credenti all'utilizzo di staminali embrionali per la ricerca e la cura è dato dalla necessaria soppressione dell'embrione, che la Chiesa considera "persona" a tutti gli effetti.

Non esiste una battaglia dei credenti contro l'utilizzo di staminali, come vuol far credere certa propaganda radicaleggiante, tanto é vero che la CEI é il principale finanziatore della banca delle cellule staminali cerebrali del dott. Vescovi (tratte da feti abortiti spontaneamente).

Esiste una battaglia sulla modalità di procurarsi le staminali: se esse comportano la soppressione volontaria di un embrione o di un feto vivente, per la Chiesa é un assassinio, tale e quale all'aborto. Non si tratta di oscurantismo o di volontà antiprogressista, ma di coerenza: una Chiesa che rifiutasse il principio cardine della difesa della vita per farsi incontro alla cultura temporale del momento non sarebbe più una Chiesa in cui riconoscersi.

Ho sempre pensato che questa malattia di merda potrà anche rubarmi il corpo, ma non le permetterò mai di rubarmi anche l'anima.

Adriano

 

 

Commenti editoriale di Agosto 2007  ‘Lettera di una moglie di un malato di sla’.

 

Caro Luca,

ho appena letto l'editoriale di luglio, a firma di Paola.

Credo che dinanzi al dolore, all'ingiustizia, alla malattia, a chiunque venga spontaneo chiedersi: "Ma se esiste un Dio, perché permette tutto questo?".

La Bibbia stessa si ripete questa domanda centinaia di volte (nel Libro di Giobbe, per esempio, o nel Qoelet).

Io non so perché Dio permetta tutto questo. Forse é stabilito che il male debba esistere e il libero arbitrio umano rispettato a qualsiasi costo, anche quando è esso stesso fonte di dolore e di ingiustizia.

Io, però, ho fatto questa considerazione e mi sono dato una mia risposta.

Se Dio non esistesse, il bilancio della mia vita sarebbe piuttosto magro: ho vissuto normalmente fino a 35 anni, faticando e lavorando sodo per raggiungere degli obiettivi (la laurea, un lavoro) e, proprio quando avevo incontrato la ragazza giusta e avevo cominciato a fare progetti e a considerare nuove prospettive, mi sono ritrovato nell'incubo peggiore che potesi immaginare. Ho una malattia che mi ha rubato il futuro e mi sta rubando il presente. Davanti a me c'é un muro: qualche anno a contemplare il disfacimento di un corpo che si trasformerà in una prigione, e poi il nulla, il vuoto.

Fine dei sogni, fine di tutto: tanta fatica sprecata per un destino assurdo e - questo sì - ingiusto.

Ma se Dio esiste - e io sono assolutamente SICURO che esista - allora io so che tutto quello che la vita mi ha tolto e mi toglierà, Lui me lo restituirà dall'altra parte, comprese le mie gambe e le mie braccia, perché il Vangelo é tutta una promessa di giustizia ultraterrena.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati... Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.

Ecco perché io non posso non credere.

Ecco perché io non ho alcuna paura della morte.

Adriano

 

 

Commenti all’editoriale di Maggio 2007 ‘Serenità e paura’.

 

Caro Luca,

ho letto e riletto l'ultimo editoriale e credimi se ti dico che sei la persona più meravigliosa che io abbia conosciuto e non solo perchè sei coraggioso e tenace ma perchè riesci,nonostante tutto, a trasmettere serenità a chi ti è vicino e anche a chi ti "legge".

Disperazione, frustrazione, rabbia: tutti sentimenti che chi vive questa malattia conosce bene ma che  sono estremamente difficili (almeno per me) da analizzare con la dovuta lucidità e serenità.

Tu ci sei riuscito alla grande: sei il mio mito!

Un forte abbraccio

Raffaella

 

Caro Luka,

stasera ho letto l'editoriale sul tuo sito, "speranza e paura".

Non starò a sprecare parole per non affaticarti, né ho intenzione di mentire a te o a me stesso.

Non so se ce la caveremo, contro questo mostro che ci divora un pezzo alla volta. Probabilmente no.

Ma non é questo l'importante. L'importante non é vincere o perdere le proprie battaglie nella grande guerra della vita: l'importante é combattere.

Combattere, sempre, anche quando persino la speranza non ci supporta più.

Non devi temere la morte, non devi considerarla un fallimento dinanzi a tutti i tuoi sforzi, perché tu sei già stato più forte della morte, nel momento in cui hai deciso di non arrenderti.

Cosa resterà di noi quando ce ne saremo andati?

Solo la misura di quanto siamo stati capaci di amare, la misura di quanto abbiamo dato agli altri.

E' questo il "tesoro che la tignola non consuma".

La tua misura é traboccante, Luca, deborda da tutte le parti.

Sarà l'amore che hai lasciato in giro a renderti immortale nel Cuore di chi resterà a continuare la tua battaglia.

E dato che da qualche parte scrivesti che sei mezzo ateo e mezzo credente, io mi rivolgo alla metà che desidera credere, e gli dico che la morte non é né una conclusione, né un fallimento, ma solo una porta che conduce altrove.

Quando varcherai quella porta troverai le risposte alla domanda che ogni giorno ci poniamo: "perché proprio a me?".

Quando toccherà a me, spero che la risposta sia soddisfacente, o pianterò un casino cosmico. :-)

Ciao,

Adriano aka Thunder

 

Ho letto l’editoriale sulla serenita’ e paura….

E mi stupisco, quando mi racconti della serenita’, ma contempo, mi incazzo quando, pensando all’altro lato della medaglia

Ti fai mille domande perché hai paura….

La tua paura è ovvia, ma fa che quel lato della medaglia resti sempre girata…dimmi una cosa…perché hai deciso di creare un sito?

Tutte le  pagine del sito che ho letto fino ad ora, mi hanno sempre fatto pensare te come una persona serena…tranquilla, consapevole e forte…nonostante l’avanzamento della malattia,   non so perché ti sto scrivendo questo,

ma mi incazzo quando mi scrivi di aver paura….paura di che?

Dopo tutto quello che hai affrontato e che stai passando…tu hai paura? No caro luca, tu devi solo essere fiero di come hai affrontato fino ad oggi la tua vita

Perché nonostante l’ assenza delle istituzioni e della ricerca,  tu hai scelto di vievere, tu hai scelto di trasmettere attraverso le tue pagine il tuo combattimento quotidiano

E lo hai fatto a testa alta, e questo fa di te una grande persona, SERENA e CHE NON HA PAURA…questo è il Luka agli occhi del mondo…!!

Ti Voglio bene

Sei grande

Nadia

 

...ce la stai mettendo tutta e questa è la tua vittoria contro la paura...

non chiederti per quanto tempo o sprechi il tuo pensiero, sfrutta ogni attimo per goderti la serenità che riesci a provare ora...non chiederti per quanto tempo ancora o come cane che si morde la coda trasformi la serenità in tormento.

Sii sereno e prova a continuare a sorridere.

Avere paura è normale, non sei un supereroe ed anche io ne avrei tantissima, ma non fare che lei sia tua padrona, dominala e da essa trai nuova e vitale forza.

Scusa, ma ho letto il tuo editoriale e di getto mi è venuto di scriverti...

un abbraccio ed un sorriso

amelia 

 

Caro Luca,

sono sempre di corsa, ma sei sempre nei miei pensieri.

Dopo aver letto il tuo ultimo ‘aggiornamento’ sulla prima pagina del tuo sito ho sentito la necessità di riflettere sul significato di molte parole, come FUTURO, SPERANZA, DESIDERIO.

Oggi nella mia quotidianità sono così occupata a risolvere le mille incombenze ed emergenze, che questi concetti non trovano spazio.

Ecco, è proprio questo il punto: gli ammalati ci passano su le giornate, mentre le persone che si occupano di loro non trovano il tempo materiale per occuparsene.

Invece tutti ne avremmo bisogno e le tue parole me lo hanno ricordato.

Hai come sempre ragione quando ti arrabbi con le istituzioni per l’attenzione che viene negata verso problemi che hanno bisogno della massima rapidità ed urgenza, e sulla mancata attuazione di progetti importanti per gli ammalati.

Lenta ed assente l’informazione scientifica, scarsa o quasi nulla la trasparenza sulle sperimentazioni in corso, non c’è che dire: siamo lasciati soli.

Eppure la solidarietà e la complicità fra ammalati fa la differenza; ogni piccolo successo sembra un traguardo che tutti insieme tagliamo.

Però così alimentiamo soltanto due dei concetti citati: speranza e desiderio.

Ed il futuro?

Non ho risposte da dare al riguardo.

Per il momento mi limiterò a scrivere il mio profondo disappunto sulla situazione in cui versano la maggior parte dei malati neurodegenerativi a tutti quelli che hanno una mail e che possono dare qualche rilievo alla questione a mezzo stampa.

Patrizia