L’editoriale.

 

Il Tempo e lo Spazio.

 

24 febbraio 2002!

 

Sono stato da poco dimesso dall'ospedale Gemelli di Roma.

Non vedo l'ora di tornare a casa e di tornare alla normalità dopo 5 giorni, che di normale non hanno avuto niente, passati in ospedale, settimo piano, reparto di neurologia uomini.
5 giorni...i 5 più lunghi e importanti giorni della mia vita!


Un giorno prima di essere dimesso, dopo una serie di approfonditi esami, il dottor Sabatelli mi spiegò con poche parole qual'era la causa della mia disartria e di quei 'guizzi' (fascicolazioni) che da un po' di tempo erano presenti sui miei arti superiori: malattia del motoneurone giovanile.

Ricordo che non mi spiegò molto su questa malattia di cui ignoravo l'esistenza.

Semplicemente mi disse che si trattava di una malattia rara che era conosciuta anche con il nome di sclerosi laterale amiotrofica o sla (questo nome mi era più 'famigliare' perchè un paio di mesi prima avevo visto un reportage che parlava del giocatore Signorini colpito da essa).

Poi nulla più.

Così appena tornai a casa, mi misi al computer e su internet cercai la parola 'sclerosi laterale amiotrofica'.

I risultati della ricerca non tardarono ad arrivare.

Come preso da un raptus del sapere, lessi avidamente e velocemente ciò che mi interessava.

Ero rimasto colpito da diverse cose, ma una su tutte mi aveva frastornato: i malati di sla muoiono, in media, dopo circa 18 mesi dalla diagnosi!


Avevo 18 mesi di vita!!!!

Tic tac tic tac tic tac tic tac...

È come essere legati ad una sedia con addosso una bomba ad orologeria!


Il concetto di tempo, già importante di per se, assume un nuovo significato.

A volte, ad esempio, mi capitava di parlare con i miei amici e di commuovermi come se fsse la mia ultima chiacchierata che avrei fatto con loro!

Tutto era oramai riferito a quella fatidica data!

Guardavo le mie serie Tv preferite (C.S.I e Distretto di polizia) e proprio, anche ironicamente, non potevo fare a meno di chiedermi, se avrei visto la stagione successiva.
E poi, ad ogni ricorrenza particolare come il Capodanno mi chiedevo:

"il prossimo anno sarò ancora vivo per festeggiarlo?".

Noi malati di sla abbiamo un rapporto strano con il Tempo..

Sappiamo che la ricerca ha bisogno di tempo per risolvere il problema sla ma noi malati non abbiamo tanto tempo...

Sapete, mi piacerebbe avere la possibilità di 'dividere' il Tempo in tanti 'sottotempi'.

E allora sapete cosa farei?

Manderei più veloce il Tempo legato alla ricerca e manderei più lento quello legato alla malattia!

Ma questo non è possibile così c'è da sperare che in questa pazza corsa contro il Tempo, dove in palio c'è la vita, vinca la ricerca.

Tic tac tic tac tic tac tic tac...

 Pochi giorni fa ho festeggiato il mio 37simo compleanno e ancora una volta non ho potuto fare a meno di chiedermi se festeggerò il 38simo!

Direttamente collegato al Tempo è lo Spazio…

n particolare più il Tempo scorreva e si 'allontanava' dalla data della diagnosi e più i miei Spazi si sono ristretti!

Ora, i miei movimenti sono limitati e per spostarmi ho comunque bisogno dell'aiuto degli altri!

Ecco che allora anche il concetto di Spazio assume un significato più complesso.

Durante una mia tipica giornata, la maggior parte degli spostamenti vengono fatti dal letto alla poltrona e viceversa.

Qualche volta esco ma 'vivere' fuori è davvero complicato per tutte le disabilità che ho.

Così se la 'vita' fuori è troppo complicata, cerco di portare la 'vita' dentro la mia casa.

Mi faccio spesso promotore di cene e di altre iniziative...la mia stanza pullula di vita!

Una vita che mi sta un po' stretta ma dalla quale voglio ricavarne il massimo, in attesa di riprendermi quella che mi appartiene!

IO GUARIRÒ!!!

 

 

Luca Pulino.

 

 

Accadde un anno fa…

 

  Febbraio 2007 – Lottare e sperare.

 

 

 

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