Viaggio in Perù.

 

Mi è sempre piaciuto viaggiare …

Fino a 30 anni i viaggi che fatto avevano come scopo lo svago e il divertimento ma ultimamente essi hanno avuto un significato diverso : quello della speranza!

E anche il viaggio effettuato lo scorso novembre a Lima, in Perù, non ha fatto eccezione.

 

Una notizia, il contatto con il dottor Tuma e una testimonianza di un ragazzo italiano che aveva già effettuato l’intervento mi hanno convinto a tentare questa nuova strada.

E così nel giro di una settimana ho organizzato, o meglio, ho dato disposizione di organizzare, il tutto.

I miei genitori erano piuttosto preoccupati da questa mia improvvisa decisione soprattutto per la durata del volo che, scalo a parte, era di circa 17 ore!

Per me invece questa evidente difficoltà era un dettaglio insignificante : avevo deciso (nuovamente) di mettermi in gioco!

Se la malattia fosse ‘ferma’, me ne starei buono buono in attesa della CURA, ma la malattia non è doma così nel tentativo di migliorare un po’ la mia qualità di vita mi sento quasi costretto, appena ne vedo l’occasione, di provare…

E in questo caso, viste le mie condizione fisiche e visto il trattamento non invasivo, l’occasione era veramente ghiotta!

Del resto negli ultimi mesi una stanchezza ‘infinita’ si era impadronita del mio corpo e non riuscivo più a combinare nulla, era diventato difficoltoso usare il pc, era diventato difficoltoso aiutare gli altri ad aiutarmi e allora perché non tentare?            

Certo, è veramente triste che per tentare qualcosa bisogna andare tanto lontano!

Ma nessun paese è in fondo così lontano per alimentare la speranza…ecco perché decidere di andare non è stato poi così difficile.

 

Siamo partiti in 4 : i miei genitori, mia sorella e naturalmente io.

Data di partenza : 28 novembre, ore 5 : 00 del mattino.

Compagnia : Klm.

Dati del volo : Roma – Amsterdam – Bonarie – Lima.

Problemi avuti con la Klm : ho rischiato di non partire a causa del ventilatore nonostante avessi comunicato per tempo modello e dimensioni di esso, avessi spiegato che non si trattava di ossigeno e che non avrei usato il ventilatore durante il volo.

Pensieri durante il volo : ‘Ma quanno cazzo arrivamo…?’ e ‘Sono proprio matto…!’.

Data di arrivo : 28 novembre ore 22 : 00.

 

Una volta giunti a Lima è stato tutto fin troppo facile grazie a dei ragazzi italiani che ci stavano aspettando fuori dall’aeroporto.

Ci avrebbero ospitato nella loro casa per l’intera permanenza a Lima, accompagnandoci dove fosse necessario andare e facendoci da interprete (anche se mia sorella se l’è cavata piuttosto bene) in caso di bisogno.

Mauro, Linda, Stefano, Elisa (e il piccolo Lorenzo) i nomi degli ‘angeli’ che ci hanno accompagnato nel nostro breve soggiorno peruviano : senza di loro sarebbe stato tutto più complicato.

29 novembre 2006.

Presso la clinica San Felipe di Lima incontro il dottor Tuma che mi rispiega (l’aveva già fatto tramite email) in cosa consiste l’intervento, che esso non è una CURA ma che può aiutarmi a migliorare la qualità della mia vita, anche se nel mio caso, viste le mie condizioni fisiche, è difficile prevedere se ci saranno miglioramenti e in che misura ma ad esempio, mi spiegava il dottore, se avessi avuto problemi di disfagia, il trattamento non mi avrebbe portato nessun beneficio.

Ma di tutto questo ne ero consapevole.

Dopo il colloquio è seguita una breve visita quindi elettrocardiogramma e analisi del sangue.

 

30 novembre 2006.

Clinica Ricardo Palmas : è’ il grande giorno!

Il giorno dell’autotrapianto!

La mattina viene effettuato l’espianto delle cellule dal bacino in anestesia locale.

Non si sente nessun dolore e l’intervento dura meno di un’ora.

Terminata la fase di espianto sono stato portato in stanza.

Nel pomeriggio, dopo che le cellule sono state centrifugate, avviene la fase d’impianto.

Le cellule vengono rimesse in circolo attraverso l’arteria inguinale (femorale).

Anche questa fase viene effettuata in anestesia locale.

Non so dire quanto è durato l’impianto (credo meno di un’ora) perché durante l’intervento ho avuto un calo di pressione e non ricordo nulla.

Quando mi sono ripreso ho trovato davanti a miei occhi i volti visibilmente preoccupati di mia madre e di mia sorella.

Finito l’impianto, di nuovo in stanza, dove rimarrò fino al mattino seguente.

Durante la notte, a più riprese, il dottor Tuma è venuto a controllare le mie condizioni.

 

Il costo totale del trattamento è stato di 5.000 dollari.

 

Che altro dire?

Spero di avere presto dei miglioramenti …

 

Dopo l’intervento, ho trascorso gli ultimi giorni di permanenza in Perù, senza infamia e senza lode.

Lima non è una bella città ma mi sarebbe piaciuto visitare alcune delle bellezze peruviane come le rovine Incas di Macchu Piccu e il deserto di Nazca…magari sarà per un’altra volta!

 

 

Luca Pulino