Un nuovo trial a Pisa

 

Allo stato attuale, dunque, sulla base essenzialmente di questi dati, è stata presa in considerazione la possibilità di praticare ulteriori studi clinici sull’effetto del litio nel decorso della sclerosi laterale amiotrofica.

Recentemente, poi, il Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana ha approvato in tal senso il trial clinico-terapeutico Studio in singolo cieco con placebo sull’efficacia della terapia con sali di litio e riluzolo verso riluzolo in pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, che sarà condotto presso la Clinica Neurologica dell’ospedale pisano di Santa Chiara.

L’obiettivo principale dello studio sarà quello di confermare l’efficacia dei sali di litio nel ritardare la progressione di malattia nella SLA.

Vediamone nei dettagli le caratteristiche.

 

Criteri di inclusione e di esclusione.

I soggetti ammessi nel trial (120 pazienti, 60 in ogni “braccio”) sono individui adulti di entrambi i sessi, con diagnosi di SLA, che rientrino nei seguenti criteri di inclusione: SLA definita (probabile o probabile con supporto di laboratorio), secondo i criteri El Escorial rivisti; età superiore a 18 anni; durata di malattia inferiore a 36 mesi; trattamento con riluzolo e vitamina E (400 mg al giorno), come antiossidante; disabilità lieve o moderata, documentata da una funzione bulbare o spinale ancora soddisfacente (punteggio medio di 3 alla scala ALS-FRS-R, con punteggio non inferiore a 3 per la deglutizione) e da una funzione respiratoria soddisfacente (FVC, la capacità vitale forzata, superiore o pari al 60%).

I pazienti devono essere inoltre in grado di comprendere e di aderire a quanto richiesto dal protocollo dello studio e devono fornire consenso informato scritto. Dev’essere infine negativo il test di gravidanza per le donne in età fertile.Sono invece ritenuti criteri di esclusione: gravi disturbi psichiatrici (Asse 1 o 2 del DSM IV [il DSM IV è il Manuale per la Classificazione dei Disturbi Psichiatrici, N.d.R.]); ritardo mentale grave o gravissimo (Quoziente d’Intelligenza  calcolato con il metodo WAIS inferiore a 45); ipotiroidismo non compensato; terapie farmacologiche incompatibili con la terapia con sali di litio; pregresse reazioni allergiche o stati di ipersensibilità verso il litio; cardiopatia e/o insufficienza renale; pazienti in trattamento con diuretici; pazienti epilettici; malattie del motoneurone diverse dalla SLA (paralisi bulbare progressiva, atrofia muscolare progressiva, sclerosi laterale primaria); pazienti portatori di PEG [la gastrostomia endoscopica percutanea, N.d.R.] o con tracheostomia.

 

Gli obiettivi della ricerca.

Due i gruppi in cui saranno divisi i pazienti, in maniera rigorosamente casuale. Il primo gruppo sarà trattato con riluzolo (50mg/per 2 al giorno) e carbonato di litio (inizialmente 300 mg al giorno in due somministrazioni), mentre ai componenti dell’altro verranno somministrati riluzolo (50 mg/per 2 al giorno) e placebo. Il piano dello studio prevede che, ove tra i due “bracci” si verifichino - dopo i primi 4 e/o dopo i primi 8 mesi - differenze relative superiori al 50% negli obiettivi (endpoints) secondari, il trial terapeutico si trasformi in “trial aperto”, con la convergenza dei pazienti nel gruppo migliore.

Infine, le persone verranno sottoposte a visite di reclutamento e a regolari accertamenti di controllo, con valutazione quantitativa del sistema motorio, usando la scala Medical Research
Council (MRC), valutazione della disabilità funzionale attraverso la scala ALS-FRS-R, valutazione neurofisiologica con studio del numero delle unità motorie (MUNE), oltre che a regolari controlli della litiemia. Saranno anche eseguite le prove di funzionalità respiratoria con cadenza trimestrale e un questionario sulla qualità della vita (McGill Quality of Life Questionnaire).

Gli obiettivi (endpoints) primari saranno la valutazione della sopravvivenza senza complicanze e quella della sopravvivenza con complicanze (tracheotomia, PEG), mentre i secondari includeranno la valutazione dei punteggi ottenuti alla scala ALS-FRS-R, quella della forza attraverso la scala MRC, la valutazione neurofisiologica con studio del numero delle unità motorie, la funzione respiratoria e la modificazione dei punteggi di QoL (qualità della vita) McGill.

Niente litio al di fuori dei trial

È opportuno ribadire, in conclusione, che questo studio, al pari di altri già proposti sia in ambito nazionale che internazionale, ha lo scopo di verificare ulteriormente l’efficacia del litio nella terapia della sclerosi laterale amiotrofica, finalità che va perseguita sulla base, appunto, di studi controllati che arricchiscano l’esperienza pilota fin qui maturata.

Ne deriva che assumere il litio al di fuori di una tale cornice è assolutamente sconsigliabile, anche sulla base della potenziale tossicità che va attentamente e costantemente tenuta sotto controllo.

Padova, 24 aprile 2008