Tutto sul litio!
È sicuramente una delle più importanti
scoperte che finora sia stata fatta e che potrebbe aprire nuovi scenari nella
cura farmacologica della sla!
Scopri le proprietà del litio.
Farmaci, integratori e cibi che interferiscono
con il litio.
interazioni con altri
farmaci
Idealmente
nessuno di questi farmaci dovrebbe essere assunto contemporaneamente al litio.
Infatti, se assunti insieme al litio, essi possono aumentare o diminuire i
livelli di litio nel sangue, aumentarne gli effetti collaterali o, in alcuni
casi, causare danni neuronali o agli organi interni. Se assumi già uno di
questi farmaci consulta il tuo medico sulla strategia da adottare.
Questa
lista, tuttavia, non è completa quindi consulta il tuo medico per indicazioni
su tutti i farmaci e/o gli integratori che stai assumendo.
Le
informazioni qui riportate sono state tratte dal sito www.medicinenet.com/lithium/article.htm.
Per
maggiori informazioni consultare questo sito.
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Farmaci anti-infiammatori NSAIS (non steroidei): tra cui ibuprofene, naprossene
(Naprosyn, Aleve), ketorolac (Toradol), indometacina, nabumetone, diclofenac (Voltaren,).
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Diuretici: tieni presente che la maggior parte dei farmaci utilizzati per
il controllo della pressione sono diuretici.
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ACE-inibitori: tra cui enalapril, lisinopril
(Zestril, Prinivil), benazepril,
quinapril,
moexipril (Primoxil), captopril
(Capoten), ramipril.
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Carbamazepine
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Antidepressivi: tra cui fluoxetina
(Prozac) sertralina
(Zoloft), e paroxetina
(Paxil), fluvoxamina,
amitriptilina
(Laroxil), imipramina
(Tofranil), desipramina
(surmontil). Potrebbero non essere pericolosi ma aumentano il rischio di
effetti collaterali.
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Farmaci che rendono l’urina alcalina: tra cui potassio
acetato, potassio citrato, sodio
bicarbonato e sodio citrato.
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Caffeina: la caffeina tende a diminuire i livelli di litio nel sangue.
Prova a diminuire la quantità di caffeina che assumi prima di iniziare il
trattamento con il litio. Una volta che i livelli di litio nel sangue si sono
stabilizzati al valore desiderato non cambiare in maniera drastica la quantità
di caffeina regolarmente assunta.
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Iltiazem e verapamil (Isoptin)
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Metildopa (Aldomet) potrebbe aumentare la probabilità di
effetti tossici dovuti al litio.
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Clorpromazina (Largactil,
Prozin), tioridazina
(Melleril-ritartato dal commercio in tutto il modo nel 2005),
trifluoperazina o aloperidolo
(Haldol).
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Beta Bloccanti: tra cui
propranololo (Inderal), metoprololo, atenololo (Tenormin).
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Antibiotici: alcuni antibiotici interagiscono con il litio ma questa area di ricerca non è stata ben
investigata. Parte del problema è che gli antibiotici uccidono i batteri della
flora intestinale e questo cambia l’acidità dell’urina. E' consigliabile
assumere antibiotici soltanto in caso di necessità e durante l’assunzione mangiare yogurt per
ripristinare la flora batterica. E’ stato recentemente dimostrato in clinical
trial che la minociclina accelera la progressione della SLA.
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Antiacidi in generale diminuiscono le concentrazioni di litio.
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interazioni con gli
integratori alimentari
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Psyillium diminuisce i livelli di litio
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Vitamina B potrebbe aumentare i livelli di litio
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Alcuni
probiotici potrebbero
aumentare i livelli di litio nel sangue
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Calcio, potassio, ferro e magnesio possono cambiare i livelli di litio nel sangue. Questo non significa che
questi integratori non possono essere assunti ma che alti livelli di queste
sostanze sono probabilmente sconsigliabili.
Se
durante il trattamento con litio viene iniziata o sospesa l’assunzione di
questi integratori i livelli di litio nel sangue dovrebbero essere valutati
nuovamente.
Le
informazioni che seguono provengono dal Clin Pharm Data Base
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Iperico (o erba di San Giovanni) potrebbe causare neurotossicità in
combinazione con il litio
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Piper methysticum o valeriana potrebbero avere effetti negativi se assunte insieme al litio
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Qualsiasi
integratore che contiene caffeina o thè reduce i livelli di litio del sangue.
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interazioni con i cibi
Cibi che
potrebbero diminuire i livelli di litio sono quelli che rendono le urine più
alcaline. Tra questi agrumi, melone, succhi vegetali, acqua minerale, dente di
leone, papaia, mango, asparagi, cipolle, prezzemolo, spinaci selvatici,
broccoli e aglio. Comunque l’acidità di un cibo potrebbe non correlare con la
risultante acidità delle urine. Questi cibi possono essere mangiati mentre
viene assunto il litio, soltanto bisogna sapere che se si mangiano questi cibi
spesso è necessario assumere quantità di litio maggiori per raggiungere i
livelli desiderati di litio nel sangue.
Cibi che
aumentano i livelli di litio nel sangue sono quelli che rendono l’urina più
acida. Tra questi cranberries,
prugne, dolcificanti, fagioli, noccioline, noci, pasta, pasticcini, pane,
maiale, crostacei, yogurt, formaggio, burro, sour cream, uova, vino, birra e bibite. Se si assumono grandi
quantità di queste sostanze è bene iniziare la terapia con il litio assumendo
piccole quantità della sostanza e vedere se sono sufficienti per raggiungere i
livelli desiderati di litio nel sangue.
Dipartimento di neuroscienze dell'università di
Pisa.
Il ruolo dei sali di litioa ttualmente l’unico trattamento
approvato per
Il litio, infatti, farmaco utilizzato come stabilizzante
dell’umore,
ha dimostrato di avere un’importante azione neuroprotettiva, sia in
modelli sperimentali in vitro che in vivo. Più nel dettaglio, esso inattiva il
recettore NMDA, determina l’iperespressione di geni codificanti per proteine
anti-apoptotiche (Bcl-2), diminuisce l’espressione di geni pro-apoptotici (p53
e Bax),induce l’espressione di fattori neurotrofici (BDNF) e stimola la
roliferazione di neuroblasti in colture primarie di neuroni del sistema nervoso
centrale.
Un recente studio pilota su pazienti affetti da sclerosi laterale
amiotrofica - coordinato da Francesco Fornai e condotto presso il Dipartimento
di Morfologia Umana e Biologia Applicata dell’Università di Pisa e presso
l’Istituto Neurologico Mediterraneo, IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia) - ha
evidenziato, in un periodo di quindici mesi di trattamento con litio, un
rilevante rallentamento nell’evoluzione di malattia, valutata sia tramite il
metodo ALS-FRS [FRS sta per Functional Rating Scale, vale a dire,
letteralmente, “ Scala dei livelli di funzionamento”, N.d.R.], sia tramite la
comune scala di Norris, con riduzione di mortalità rispetto al gruppo di
controllo.
Il dosaggio iniziale di litio è stato di 150 mg x 2 al giorno, con
successivi aggiustamenti, in modo da ottenere una litiemia compresa tra 0.4 e
0.8 mEq/l. Nessun paziente trattato con questi dosaggi ha mostrato effetti
collaterali attribuibili alla terapia.
Inoltre, nel modello murino di SLA, associata a mutazione G93A nel
gene SOD-1, è stata valutata la morfologia, la biochimica e la biologia
molecolare dell’evoluzione della patologia e gli effetti protettivi indotti dai
sali di litio somministrati agli stessi dosaggi dei pazienti.
Ebbene, anche qui i risultati sono stati positivi, potendosi
osservare che il meccanismo patogenetico - basato su una progressiva
vacuolizzazione cellulare legata al blocco delle vie metaboliche dell’autofagia
- è stato antagonizzato dal litio che ha prodotto un’induzione dei meccanismi
autofagici.
La lesione mitocondriale presente nei topi SLA è stata
ulteriormente soppressa dalla neo-mitocondriogenesi promossa dal litio.
http://www.pnas.
http://www.pnas.
Collaborazione tra
l’Aisla e il dottor Fornsi.
Lo scorso mercoledì 20 febbraio il presidente di Aisla Onlus,
dott. Mario Melazzini, ha incontrato il Prof. Francesco Fornai, autore dello
studio “Lithium delays progression of amyotrophic lateral
sclerosis” sul
Litio pubblicato sulla rivista PNAS (vol. 105 , no. 6, 12 Febbraio 2008,
pp. 2052–2057). Motivo dell’incontro era capire quali fossero le reali
intenzioni affinché venisse concretamente applicato un protocollo con tale
farmaco su un numero maggiore di pazienti.
Il prof. Fornai ha dichiarato che a breve partirà il nuovo trial
clinico in doppio cieco randomizzato multicentrico che coinvolgerà alcuni
centri italiani, europei ed extra-europei. Nel contempo la comunità dei
neurologi italiani che si occupa di Sclerosi Laterale Amiotrofica farà partire a
breve uno studio osservazionale, sollecitato anche da Aisla Onlus, della durata
di 12 mesi con il litio carbonato. Lo studio osservazionale non prevede il
doppio cieco.
Sarà premura di Aisla Onlus comunicare nel più breve tempo
possibile quali saranno i centri coinvolti nella sperimentazione del Prof.
Fornai con i relativi criteri di inclusione e quali saranno i centri italiani
che parteciperanno allo studio osservazionale. Ricordiamo a tutti gli ammalati
di Sclerosi laterale Amiotrofica che il litio carbonato è un farmaco che
potenzialmente può provocare effetti collaterali anche di grave entità a
livello cardiaco, renale e tiroideo. Pertanto è indispensabile che l’assunzione
avvenga dietro precisa prescrizione e sotto sorveglianza medica.