Clinical trial con acido valproico per la
sclerosi laterale amiotrofica
Sanne Piepers, Sonja De Jong, Jan H. Veldink,
Ingeborg Van der Tweel, W.-Ludo
Van der Pol,
Geert-Jan G. Groeneveld, Esther
V. Uijtendaal, Imke Bartelink, H.-Bart Van der Worp,
H-Jurgen Schelhaas, Nijmegen, Netherlands, Marianne De Visser, J. B. M.-Vianney De Jong, Amsterdam, Netherlands, John H. J. Wokke, Leonard Van den Berg, Utrecht, Netherlands
SCOPO: Effettuare un clinical
trial randomizzato, sequenziale, controllato con
placebo, per valutare gli effetti dell’acido valproico
(VPA) sulla sopravvivenza dei pazienti
con sclerosi laterale amiotrofica e per studiare gli
effetti dell’acido valproico sulla trascrizione del
gene SMN e sull’espressione della
proteina.
BACKGROUND: La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia devastante. L’unico trattamento
terapeutico che sembra rallentare la progressione della malattia
è rappresentato dal riluzolo. L’acido valproico è un farmaco già approvato dall’FDA
di cui sono ben noti la farmacocinetica e gli effetti
tossici. L’acido valproico agisce su molteplici
meccanismi neuronali che potrebbero avere un ruolo
nella patogenesi della SLA. L’atrofia muscolare spinale è causata da una delezione in omozigosi del gene di sopravvivenza del motoneurone SMN1. Il gene
SMN2, quasi identico a SMN1,
gioca un ruolo importante nel determinare la gravità della
malattia. E’ stato dimostrato che una minor produzione della proteina SMN è
associata con un aumento della suscettibilità e della severità della sclerosi
laterale amiotrofica. L’acido valproico
potrebbe aumentare i livelli di espressione della
proteina SMN inibendo la deacetilazione degli istoni (nota: in generale l’acetilazione
degli istoni-le proteine che compattano il
DNA-aumenta la trascrizione mentre la deacetilazione
la diminuisce) e quindi aumentare la sopravvivenza dei pazienti di SLA.
METODI: E’ stato effettuato un clinical trial
analizzando principalmente gli effetti dell’acido valproico
sulla morte, la ventilazione assistita permanente o la tracheotomia.
Secondariamente è anche stato analizzato il declino della funzionalità motoria
utilizzando la scala di valutazione ALS-FRS. Il genotipo di tutti i pazienti è stato analizzato per valutare il numero di copie dei geni
SMN1 e SMN2. Prima e quattro mesi dopo il trattamento i
livelli di mRNA di SMN sono analizzati mediante
RT-PCR mentre i livelli della proteina SMN sono stati valutati con saggi
ELISA.
RISULTATI: Sono stati studiati
163 pazienti. L’acido valproico non ha avuto alcun
effetto sulla sopravvivenza e sul declino delle funzionalità motoria di pazienti
con SLA (probabilità cumulativa di sopravvivenza dopo 12 mesi: 0.72 nel gruppo
trattato con VPA e 0.88 nel gruppo di controllo, dopo 16 mesi 0.59 nel gruppo
trattato con VPA e 0.68 nel gruppo di controllo). Il trattamento con VPA non ha
avuto alcun effetto sulla trascrizione del gene SMN e sull’espressione proteica.
CONCLUSIONI: Questo studio ha
mostrato che non ci sono prove che l’acido valproico
possa avere un effetto positivo sulla sopravvivenza e
sul mantenimento delle funzionalità motorie in pazienti con sclerosi laterale amiotrofica.