Studio multicentrico di fase I-II con la citochina G-CSF nella sclerosi laterale amiotrofica.

 

Adriano Chiò, Gabriele Mora, Claudia Caponnetto, Gabriele Siciliano, Mario Sabatelli, Vincenzo La Bella, Vincenzo Silani, Cristina Moglia, Gianluigi Mancardi, Piero Tonali, Andrea Calvo, Roberto Mutani, Massimo Corbo, Milano, Italia, Rosanna Scimè, Palermo, Italia, Giuseppe D'Onofrio, Roma, Italia, Mario Petrini, Pisa, Italia, Mario Melazzini, Pavia, Italia, Francesca Gualandi, Genova, Italia, Corrado Tarella, Torino, Italia.

 

OBIETTIVO: Valutare l’effettuabilità, la sicurezza, la tollerabilità e il possibile beneficio clinico di ripetute procedure di mobilizzazione di cellule di derivazione osteo-midollare indotte con la citochina G-CSF in pazienti con sclerosi laterale amiotrofica.

BACKGROUND: La citochina G-CSF stimola la mobilizzazione di cellule di derivazione osteo-midollare (cellule BMC) ed è utilizzata per il trattamento di malattie ematologiche.

In topi modello per la SLA le cellule BMC hanno dimostrato di avere effetti protettivi sui motoneuroni. Inoltre la stessa citochina G-CSF ha un effetto protettivo diretto sui motoneuroni.

 

METODI: Il trial è stato effettuato in 7 centri specializzati per la SLA. I criteri di reclutamento sono stati: età compresa tra i 40 e i 65 anni, diagnosi da meno di 12 mesi e FVC pari all’80%. Dopo un periodo di “run-in” (periodo che precede il clinical trial durante il quale i pazienti vengono monitorati ma non ricevono alcun trattamento) di 4 mesi i pazienti sono stati sottoposti a 4 cicli di somministrazione con G-CSF ad intervalli di tre mesi.

G-CSF è stata somministrata sottocute due volte al giorno, alla concentrazione di 5 mg/Kg per 4 giorni. La barriera ematoencefalica è stata permeabilizzata con mannitolo al 18%, 125 ml 4 volte al giorno per 5 giorni. Le cellule del sangue e le cellule CD34+ sono state analizzate al giorno 0 e al giorno 6. Il liquido cerebro spinale è stato analizzato all’ingresso e durante il primo e il terzo ciclo di trattamento. Sono state inoltre comparate la FVC e i valori della scala ALS-FRS-R durante il periodo di “run-in” e durante il trattamento.

 

RISULTATI: Sono stati reclutati 26 pazienti (15 uomini e 11 donne; età media 54.2 anni). Il livello medio di cellule CD34+ è stato di 2.15/m L.

Durante il trattamento questo livello ha raggiunto il picco di 45.6/ mL al quarto giorno di trattamento. Una risposta ematologica comparabile è stata osservata durante ognuno dei quattro trattamenti. Cellule CD34+  sono state trovate nel liquido cerebro spinale di 3 pazienti.

L’unico effetto collaterale riscontrato è stato un aumento transiente di livelli di ormone della crescita e una trombosi venosa profonda.

 

CONCLUSIONI: Questo trial indica che (a) l’utilizzo della citochina G-CSF per la mobilizzazione di cellule BMC nella sclerosi laterale amiotrofica è sicuro, ben tollerato ed effettuabile; (b) la citochina G-CSF produce pochi e reversibili effetti collaterali; (c) la mobilizzazione di cellule BMC  in pazienti con sclerosi laterale amiotrofica è paragonabile a quella che si osserva nella popolazione sana; (d) non ci sono evidenze di alterazioni della mobilizzazione dopo ripetuti cicli di stimolazione. Un clinical trial controllato con placebo è necessario per verificare possibili benefici nella sclerosi laterale amiotrofica. Progetto finanziato dall’ Istituto Superiore di Sanità e dal MURST.