Studio
multicentrico di fase I-II con la citochina
G-CSF nella sclerosi laterale amiotrofica.
Adriano Chiò,
Gabriele Mora, Claudia Caponnetto, Gabriele
Siciliano, Mario Sabatelli, Vincenzo
OBIETTIVO: Valutare l’effettuabilità, la
sicurezza, la tollerabilità e il possibile beneficio clinico di ripetute
procedure di mobilizzazione di cellule di derivazione osteo-midollare
indotte con la citochina G-CSF in pazienti con
sclerosi laterale amiotrofica.
BACKGROUND: La citochina G-CSF stimola
la mobilizzazione di cellule di derivazione osteo-midollare (cellule BMC) ed è utilizzata per il
trattamento di malattie ematologiche.
In topi modello per
METODI: Il trial è stato effettuato in 7
centri specializzati per
G-CSF è stata somministrata sottocute due volte al
giorno, alla concentrazione di 5 mg/Kg per 4 giorni. La barriera ematoencefalica è stata permeabilizzata
con mannitolo al 18%, 125 ml 4 volte al giorno per 5 giorni. Le cellule del sangue e le cellule
CD34+ sono state analizzate al giorno 0 e al giorno 6.
Il liquido cerebro spinale è stato analizzato all’ingresso e durante il primo e
il terzo ciclo di trattamento. Sono state inoltre comparate
RISULTATI: Sono stati reclutati 26 pazienti (15 uomini e 11 donne;
età media 54.2 anni). Il livello medio di cellule CD34+ è stato di 2.15/m L.
Durante il trattamento questo livello ha raggiunto il picco di 45.6/
mL al quarto giorno di trattamento. Una
risposta ematologica comparabile è stata osservata
durante ognuno dei quattro trattamenti. Cellule CD34+ sono state trovate nel liquido cerebro
spinale di 3 pazienti.
L’unico effetto collaterale riscontrato è stato un aumento
transiente di livelli di ormone della crescita e una
trombosi venosa profonda.
CONCLUSIONI: Questo trial indica che (a) l’utilizzo della citochina G-CSF per la mobilizzazione di cellule BMC nella
sclerosi laterale amiotrofica è sicuro, ben tollerato
ed effettuabile; (b) la citochina G-CSF produce pochi
e reversibili effetti collaterali; (c) la mobilizzazione di cellule BMC in pazienti con
sclerosi laterale amiotrofica è paragonabile a quella
che si osserva nella popolazione sana; (d) non ci sono evidenze di alterazioni
della mobilizzazione dopo ripetuti cicli di stimolazione. Un clinical trial controllato con placebo è necessario per
verificare possibili benefici nella sclerosi laterale amiotrofica.
Progetto finanziato dall’ Istituto Superiore di Sanità
e dal MURST.