Mar 04 Nov, 01:02 PM
È ai nastri di partenza in Gran Bretagna una sperimentazione su
larga scala per testare gli effetti del litio, elemento chimico oggi utilizzato
in vari farmaci antidepressivi, nel trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica (SLA). La sperimentazione, di cui dà notizia il
sito Bbc news, prende le mosse da un recente studio
italiano condotto dall’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed
di Pozzilli (Isernia) su un
campione ridotto di pazienti, e che ha appunto rivelato l’effetto protettivo anti-Sla del litio. La sperimentazione britannica durerà 18
mesi e coinvolgerà 220 pazienti affetti da Sla e
dieci centri in tutto il Paese.
I risultati dello studio italiano, commentano
infatti i ricercatori inglesi, «sono troppo significativi per essere
ignorati». La ricerca italiana ha però coinvolto solo 16 pazienti. Da qui la necessità di avviare una sperimentazione più ampia per
arrivare ad una conferma dei risultati incoraggianti già ottenuti. Nel
frattempo, avverte però lo specialista Nigel Leigh del King’s College di Londra, è bene che i pazienti non
utilizzino farmaci a base di litio prima che i risultati della sperimentazione
siano definitivi, dal momento che il litio può avere effetti collaterali pericolosi.
Le sue cause sono tuttora ignote e non è al momento disponibile
una terpia efficace. La patologia colpisce la maggior parte dei muscoli,
portando ad una progressiva disabilità fino ad
investire i muscoli respiratori. A questo punto diventa necessaria la
ventilazione assistita.