Alte dosi di Coenzima Q10 non producono benefici in pazienti con sclerosi laterale amiotrofica.

 

Petra Kaufmann, capo laboratorio alla Columbia University Medical Center di New York, insieme a diversi colleghi di altri 19 centri negli Stati Uniti, hanno trovato che il trattamento di pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) con elevate dosi di coenzima Q10 non produce risultati tali da autorizzare ulteriori studi su questo composto per il trattamento della malattia.

 

Queste scoperte sono state presentate il 16 Aprile durante il 60° meeting annuale dell’Accademia Americana di Neurologia a Chicago. La ricerca è stata finanziata dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) del National Institutes of Health di Bethesda, Md.

 

I ricercatori hanno confrontato gli effetti di coenzima Q10, fino ad una concentrazione di 2.7 mg al giorno, e di una sostanza inerte (placebo) su 185 pazienti con sclerosi laterale amiotrofica. Kaufamann ha affermato che il coenzima Q10 era stato considerato un buon candidato per il trattamento della SLA per la sua capacità di agire sui mitocondri, il “motore” della cellula, e per il suo alto potere antiossidante.

Tuttavia la differenza tra i risultati ottenuti con 2.7 mg di coenzima Q10 e con il placebo non è stata abbastanza grande da indicare la possibilità di ottenere differenze significative tra i due gruppi in una futura fase 3 del clinical trial. La ricerca comunque non ha dato indicazioni se il coenzima Q10 può essere efficace in combinazione con altri farmaci.

 

Kaufmann ha affermato che il risultato “è stato deludente perchè non abbiamo trovato un farmaco in grado di aiutare le persone affette da SLA.

Comunque, libera i pazienti di SLA dal credere di dover comprare il coenzima Q10 e permette di avere più risorse per poter testare altri farmaci invece di effettuare una costosa fase 3 del clinical trial con il coenzima Q10.” Kaufmann ha ringraziato l’NINDS e i ricercatori ma ha aggiunto “soprattutto vogliamo ringraziare i malati di SLA e chi si occupa di loro per il tempo e gli sforzi che hanno dedicato a questa ricerca.

I clinical trial non possono essere di beneficio sono per i partecipanti ma devono poter aiutare anche altri malati di SLA. I trials ci permettono di analizzare i possibili trattamenti in maniera adeguata, di eliminare quelli dannosi e/o non efficaci e, speriamo, di trovare un trattamento efficace e sicuro in breve tempo.

 

 

http://www.als-mda.org/research/news/080423coenzyme.html