Lezione di vita!
Il fatto che siamo malati
non deve far dimenticare a NESSUNO che prima di tutto siamo uomini.
E come ci sono uomini e
uomini, ci sono malati e malati. Ho conosciuto tanti malati coraggiosi e tra
questi non può mancare il mio amico Salvatore Usala. Nell'editoriale di
ottobre, UNA LETTERA E 3 DOMANDE, avevo presentato la sua lettera inviata al
ministro della salute Fazio per protestare contro l'immobilismo defle
istituzioni e per rivendicare diritti mai concessi.
La risposta del ministro
Fazio non si è fatta attendere ma ritenendola insoddisfacente il caro Tore, il
4 novembre scorso ha cominciato lo sciopero della fame come aveva promesso.
Il suo gesto, grazie alla
sua determinazione ha avuto grande attenzione dei media.
Giornali e tv hanno dato
grande risalto alla sua iniziativa richiamando l'attenzione di Fazio.
Scrivo questo editoriale
l'8 novembre e il mio amico Tore sta continuando il suo sciopero della fame con
grande preoccupazione della moglie e di tutti noi. È monitorato ogni giorno ma
ha avuto, come si sospettava, dei problemi e l'equipe che lo segue ha dovuto
fargli una flebo glucosata.
Se il suo gesto vi sembra
coraggioso, pensate che Tore è uno di quei malati 'fortunati' perchè lui ha
tutto quello di cui un malato ha bisogno.
Lui sta mettendo a
repentaglio la sua vita per quei malati che si vedono negati i loro diritti
dall'arroganza delle istituzioni.
Ecco che il suo gesto
assume un significato ancora più straordinario.
Che coraggio e quanta
determinazione nel portare avanti la sua lotta. Io che lo conosco bene non mi
stupisco. Anzi, proprio la sua determinazione mi preoccupava perchè sapevo che
non si sarebbe fermato finchè non avesse raggiunto il suo scopo.
È per questo motivo che
comunicavo con lui con messaggi contrastanti tra loro: ammirazione e
preoccupazione.
Purtroppo sembra che per
farsi sentire ci sia sempre bisogno di gesti eclatanti, quasi al limite.
Non so se l'iniziativa di
Tore porterà dei frutti (io penso di sì) ma comunque non posso che rigraziare
Tore per questa lezione di vita che mi stai dando.
A VOLTE LE COSE BISOGNA
ANDARSELE A PRENDERE!
Accadde un
anno fa…
Novembre
2008 – Ordine dei Medici: l'ultima
parola spetta ai pazienti. Il Papa: no, spetta alla Chiesa.
Raccolta degli editoriali
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