Appunti di viaggio di
marzo 2010.
Come sto?
Dal 28
aprile 2009, cioè da quando ho effettuato l'intervento
di tracheostomia, ho perso la consapevolezza di come
sto fisicamente.
Forse dipende
dal fatto che arrivato all'ottavo anno di malattia la malattia ha danneggiato
il 90% dei muscoli e forse perchè non alzandomi più dal letto non ci sono più
le condizioni per poter 'testare' il mio fisico, o
meglio, quello che rimane del mio fisico.
Ho gli arti
superiori completamente paralizzati mentre tra gli
arti inferiori il piede destro mantiene qualche residuo di movimento muscolare.
Poca cosa, ma meglio di niente.
Su entrambi
i piedi riesco quasi miracolosamente a muovere le
dita.
Le fascicolazioni
sono in netto calo ma anche qui è difficile capire se è per una frenata della
malattia o perchè oramai non ci sono più muscoli da attaccare. Tra le due
ipotesi la più giusta mi sembra la seconda.
Non ho
problemi ad andare al bagno e nonostante passi tutta la giornata a letto non ho piaghe da decubito.
Respirazione
ok e saturazione tra 97% e 99.
L'unico neo
è che non sempre riesco a dormire proficuamente. A causa delle abbondanti
secrezioni mi sveglio almeno 3 volte per notte per l'esigenza di essere
aspirato.
Comunque, in generale, tenendo conto delle mie
condizioni attuali, non mi posso lamentare.
Anche
mentalmente è un buon periodo.
Sono sereno
e la speranza di riprendermi un giorno la mia vita, è viva più che mai.
Tra l'altro
il 13 marzo ho fatto un bel pieno di energia...
Sono stato a
Firenze al II raduno Slaleoni
d'Italia, un incontro tra malati e famigliari provenienti da tutta la penisola.
Ho avuto
così la possibilità di conoscere personalmente amici e amiche di sventura con le quali sono a contatto virtualmente da alcuni anni.
Che
emozione! Che accoglienza!

Ricorderò a
lungo quella giornata e con essa i volti, gli sguardi,
le espressioni e le parole non dette!
Il mese è finito
però nel peggiore dei modi: altri 2 compagni di sventura se ne sono andati!
Una di
queste persone, Netta, la conoscevo bene perchè era
venuta a trovarmi qui a casa.
Lei stava
molto meglio di me!
Parlava,
poteva ancora mangiare, non aveva ne peg ne tracheo e mi sembra che
non utilizzava nemmeno il respiratore.
Una morte
improvvisa che ha lasciato in tutti quelli che la conoscevano, sgomento,
tristezza e un vuoto difficile da colmare!
Si conosce
da oltre un secolo la sla, ma nonostante diverse importanti
scoperte degli ultimi anni, non è cambiato niente: di sla si continua a morire!