Biologia
Da una
sperimentazione su porcellini d'India
Riparare
il midollo spinale: positivi risultati con il
chitosano
La somministrazione della forma modificata della chinina, uno zucchero presente
anche nel carapace dei crostacei, ha dimostrato di poter indurre il ripristino
della trasmissione dei segnali da una zampa al cervello degli animali
Richard Borgens e colleghi del Center for
Paralysis Research della Purdue School of Veterinary Medicine studiano da anni
terapie sperimentali per ristabilire la funzionalità
delle cellule nervose danneggiate. Una terapia farmacologica attualmente
in fase di sperimentazione si basa sulla somministrazione di glicole
polietilenico (PEG) per sigillare e riparare le cellule del midollo spinale
danneggiate.
Tramite la riparazione delle membrane delle cellule i ricercatori sono in grado
di ristabilire la capacità del midollo di trasmettere
senali al cervello. Il PEG ha tuttavia un inconveniente: i prodotti della sua
degradazione sono potenzialmente tossici.
Gli studiosi si sono così chiesti se non esistesse un composto biodegradabile e
non tossico ugualmente efficace nel riparare le membrane danneggiate. Insieme
con il fisiologo Riyi Shi e il chimico Youngnam Cho, Borgens ha perciò
cominciato a testare alcuni zuccheri, dimostrando come il chitosano faccia
effettivamente al caso.
Secondo quanto riferito in un articolo pubblicato sulla rivista The Journal of Experimental Biology, Cho
ha deciso di testare un forma modificata di chitina, uno dei più comuni
zuccheri che costituiscono il carapace dei crostacei: il chitosano.
Cho ha isolato un segmento di midollo spinale di porcellino d’India, ne ha
compressa una sezione e ha applicato la chitina modificata e aggiunto un
colorante fluorescente in grado di penetrare attraverso le membrane cellulari
danneggiate. Con tale accorgimento il tessuto del midollo spinale si sarebbe
colorato se e solo se il chitosano non fosse stato in grado di riparare il
danno. Nell’osservazione al microscopio, Cho ha potuto riscontrare con sorpresa
che il midollo spinale era immacolato.
In seguito Cho ha verificato la capacità del chitosano di impedire la
fuoriuscita dalle cellule del midollo spinale, sorprendendosi di osservare come
il livello di fuoriuscita dell’enzima di dimensioni enormi lattato deidrogenasi
fosse addirittura inferiore a quello del midollo spinale non danneggiato: lo
zucchero aveva evidentemente riparato le membrane non solo nel sito di
compressione ma anche in altri punti in cui le membrane cellulari erano state
rotte dal maneggiamento.
Ma quel che è più importante è il fatto che la somministrazione di chitosano ha
dimostrato di poter indurre il ripristino della trasmissione dei segnali da una
zampa al cervello degli animali. (fc)