Al via
uno studio pilota sulla SLA cercasi pazienti per testare l'epo come cura
All'isituto neurologico Besta di Milano è stato arruolato
il primo paziente per uno studio sulla Sclerosi laterale amiotrofica. Assieme
ad altri 159 malati, ancora da reclutare, seguirà per 18 mesi il trattamento
con eritropoietina. Nel progetto sono stati coinvolti 25 centri a livello
nazionale
ROMA - Chi ha sempre seguito il ciclismo può ricordare
l'eritropoietina per il doping. In realtà questo ormone potrebbe aprire nuovi scenari
nella cura della sclerosi laterale amiotrofica. Uno studio dell'Istituto
neurologico Besta di Milano aveva già mostrato l'efficacia protettiva dell'Epo
sui pazienti; oggi lo stesso Besta, che vuole ora capire la reale efficacia del
farmaco, ha arruolato il malato numero uno per un nuovo studio.
Il primo paziente, assieme ad altri 159 affetti da Sla
ancora da reclutare, seguirà per 18 mesi il trattamento con eritropoietina o
placebo, in associazione al riluzolo, per capire se l'Epo è in grado di modificare
il decorso della malattia. Lo studio clinico vede la partecipazione di 25
centri sull'intero territorio nazionale.
La ricerca precedente, condotta su un numero molto
ristretto di malati, era stato dall'equipe di Giuseppe Lauria, che spiega:
"L'analisi aveva fornito incoraggianti indicazioni dimostrando che
l'eritropoietina, utilizzata anche nella pratica clinica per curare l'anemia,
oltre ad essere ben tollerata dai pazienti aveva anche una possibile efficacia
neuroprotettiva sui pazienti con Sla".
"Quello studio pilota - aggiunge Ferdinando Cornelio, direttore scientifico del Besta - aveva indicato una possibile efficacia che dovrà essere confermata dallo studio clinico finalmente partito oggi, grazie anche alla decisione del Consiglio di amministrazione della Fondazione di destinargli quasi interamente i fondi ricevuti grazie al 5x1000, derivanti dalle dichiarazioni dei redditi del 2007".