Un
meccanismo finora ignoto
Un
interruttore molecolare per la crescita dei neuriti
Nei neuroni in fase di sviluppo il TRPV2 sembra essere
attivato mediante un meccanismo dipendente dalle sollecitazioni meccaniche
della membrana cellulare
Alcuni neuroni del midollo
spinale hanno lunghi neuriti, ma il meccanismo
molecolare della loro crescita è rimasto finora poco compreso. Ora una ricerca
coordinata da Koji Shibasaki
della Gunma University,
in Giappone, e da Makoto Tominaga
del National Institute for Physiological
Sciences (NIPS), sempre in Giappone, ha
permesso di scoprire che il recettore TRPV2 può agire da sensore della tensione
meccanica nei neuroni in fase di sviluppo per consentire ai
loro neuriti di diventare più lunghi.
il recettore TRPV2 è noto
da tempo come sensore del calore nocivo, che si attiva quando la temperatura
supera i 52°C.
Il gruppo di ricerca, come riportato in un articolo di resoconto pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience
, ha trovato le prove del fatto che il TRPV2 possa
rivestire un ruolo nello sviluppo neuronale distinto
da quello della termoregolazione. Nella fase embrionale il TRPV2 è già stato
espresso nei neuroni motori spinali e nei neuroni sensoriali DRG, sebbene gli
embrioni non si trovino esposti a una temperatura così
alta. Nei neuroni in fase di sviluppo, in particolare, il TRPV2 sembra essere
attivato mediante un meccanismo dipendente dalle sollecitazioni meccaniche
della membrana cellulare.
"Le nostre ricerche
rivelano il meccanismo molecolare grazie al quale gli assoni
motori spinali e gli assoni sensoriali DRG possono
indurre l'estensione di questi lunghi neuriti verso i
tessuti periferici”, ha commentato Shibasaki. “Ma l'aspetto più interessante è che gli assoni
possono convertire la potenza meccanica in energia elettrica. Ipotizziamo che
la crescita degli assoni sia regolata da un
meccanismo di feedback innescato da tensioni meccaniche che agiscono sulla
membrana e ciò spiega per quale motivo sia necessaria
la riabilitazione motoria per aiutare il recupero funzionale in seguito a un
danno neuronale: l'attivazione del TRPV2 sarebbe
infatti conseguente al movimento del tessuto danneggiato. In prospettiva,
questo meccanismo molecolare potrebbe essere sfruttato per una possibile
terapia dei neuroni danneggiati, una volta imparato a sintetizzare molecole che
abbiamo come obiettivo molecolare il TRPV2".(fc)