Sulla rivista Neuron
Un
proteina chiave per lo sviluppo
dei neuroni
Una serie di cammini di
segnalazione paralleli controlla la crescita dei dendriti:
ciò spiega perché essi si formino anche senza Nedd4-1, sebbene in numero inferiore e più corti formino anche senza Nedd4-1, sebbene in numero inferiore e più corti
Per ricevere segnali dalle altre cellule, i neuroni formano
complesse estensioni denominate dendriti, che forniscono loro la caratteristica
forma “a radice”. Nel cervello umano, la crescita dei dendriti
ha luogo principalmente durante l’ultima parte della fase embrionale e nello
sviluppo infantile.
Durante tale fase, i dendriti dei 100 miliardi di
neuroni formano una rete che raggiunge una lunghezza complessiva di molte
centinaia di chilometri, formando una rete estremamente
complessa che permette di controllare tutte le funzioni del corpo, dalla
respirazione ai processi di apprendimento.
La direzione e la velocità di crescita dei dendriti
deve perciò essere accuratamente controllata da un enorme numero di segnali che
influenzano in primo luogo la struttura del citoscheletro,
che all’interno di essi è responsabile della loro forma ed estensione.
Una ricerca guidata da Hiroshi Kawabe,
ricercatore del Max-Planck-Institut per la medicina
sperimentale di Göttingen, in Germania, ha
ora scoperto esattamente in che modo la crescita del citoscheletro
è controllata nel corso dello sviluppo dendritico.
Utilizzando un ceppo di topi geneticamente modificati, ha individuato l’enzima
Nedd4-1, già noto per il suo ruolo cruciale nella degradazione dei componenti proteici all’interno delle cellule grazie alla
combinazione di un’altra proteina chiamata ubiquitina:
la cellula è infatti in grado di identificare le molecole ubiquitinate
come molecole di scarto e di degradarle.
In alcuni casi, tuttavia, tale processo non porta alla degradazione della
proteina ma ne muta semplicemente la funzione.
Hiroshi Kawabe e colleghi,
che firmano in proposito un articolo sulla
rivista Neuron, hanno ora
mostrato che l’enzima Nedd4-1 ubiquitina una proteina
di segnalazione chiamata Rap2, e previene con ciò la degradazione del citoscheletro e il collasso dei dendriti.
"Finché
(20 febbraio 2010)