Sla, la mancata assistenza costa alle
famiglie anche 5 mila euro al mese
I risultati di uno studio condotto a Roma: la
spesa media è di 2 mila euro. Insufficiente l'attività domiciliare fornita dal Ssn, bocciati anche i
Municipi. Pichezzi (Vivalavita
Onlus): "Non garantita una vita dignitosa"
ROMA -
La strutture pubbliche sanitarie e sociali non
garantiscono un'assistenza adeguata alle persone malate di sclerosi laterale amiotrofica (Sla): una situazione
che costringe le famiglie a sopportare una spesa media di 2 mila euro al mese,
principalmente per un badante e per i mancati guadagni di familiari impiegati
nell'assistenza, con punte di 5 mila euro al mese. Sono le cifre fornite da uno
studio su disabilità, assistenza sanitaria e sociale
e spesa dei pazienti affetti da Sla
che presentano condizioni di grande impegno assistenziale e di notevole carico
sociale. Il lavoro - che viene presentato oggi
pomeriggio nel corso del convegno "Oltre il soffitto" organizzato
alla Provincia di Roma dall'associazione "Viva la vita Onlus"
che riunisce familiari e malati di Sla - si basa
sull'osservazione condotta su 25 pazienti residenti nel comune di Roma dal 2005
al 2008.
Lo studio, presentato dal medico pneumologo
Alfredo Granito, ha confermato la caratteristica rapidità di progressione della
malattia nei confronti delle altre patologie neuro-muscolari (ad un anno dalla
diagnosi si ha comparsa della disabilità motoria,
dopo due anni si ha necessità della ventilazione assistita invasiva, il cui
rifiuto di fatto provoca il decesso), ma lascia spazio
alla speranza rilevando che con i nuovi supporti ventilatori e nutrizionali è
possibile aumentare la sopravvivenza indefinitamente. Nel caso specifico dei
pazienti romani seguiti, lo studio ha evidenziato un Indice generale di disabilità relativo alla malattia
molto alto (72,4%) accompagnato da un Indice d'insufficienza dell'attività
domiciliare del Sistema sanitario nazionale del 50% circa. In condizioni ancora
peggiori versa l'assistenza sociale erogata dai Municipi, che risulta al limite della fatiscenza, con un Indice generale
d'insufficienza per l'assistenza sociale pari all'86%). Per quanto riguarda l'invalidità civile il 16% dei pazienti non aveva
alcuna invalidità ed il 32% non aveva l'indennità di accompagnamento. Le
principali necessità espresse dagli ammalati e dalle loro famiglie sono,
conseguentemente, l'aiuto per le procedure in uffici pubblici e ASL e la
compagnia all'ammalato.
"In uno Stato che tanto si è prodigato nella questione
del testamento biologico - commenta Mauro Pichezzi,
presidente di Viva
Nel corso del convegno, che prende il titolo dal libro
"Oltre il soffitto" edito da Lombar Key, saranno affrontati i temi della cura dei bisogni
primari con la componente umana di relazione, quello
socio-assistenziale, dei diritti del malato e delle difficoltà ad essi legate,
ma sarà ascoltato - con alcune testimonianze - anche il punto di vista dei
pazienti. Sono stati invitati ad intervenire il presidente della Provincia di
Roma Nicola Zingaretti, e poi i
senatori Ignazio Marino, Emma Bonino e Franca Biondelli.
Tra i relatori Maurizio Inghilleri, responsabile del
Centro Sla del Policlinico Umberto I di Roma, Paolo di Modica, curatore del blog
"Il Musico impertinente" di Micromega ed
affetto da Sla, Mauro Pichezzi
ed Erminia Manfredi, presidenti di Viva
(14 gennaio 2010)
Le
famiglie sono sole nella lotta alla Sla
Senso di abbandono, difficoltà economiche. È questa la situazione
in cui versano centinaia malati e familiari che nel
Lazio, e nel resto d'Italia. La testimonianza di una donna al convegno
organizzato dall'associazione Viva la vita a Roma sulla sclerosi laterale amiotrofica: "Il comunicatore è arrivato 4 mesi dopo
il decesso di mio marito"