TESTI
ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 342 di Mercoledì 23 giugno 2010
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
CASINI, VIETTI, BINETTI, NUNZIO FRANCESCO TESTA,
DRAGO, DE POLI, NARO, VOLONTÈ, CICCANTI, COMPAGNON, RAO, DELFINO, LIBÈ,
GALLETTI, OCCHIUTO e MEREU.
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Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso
che:
nel corso della manifestazione con cui si è
celebrata il 21 giugno 2009
si tratta di un provvedimento atteso da tre anni,
in grado di fornire le prime risposte efficaci sull'attuazione di percorsi di
continuità assistenziale ospedale-territorio e di assistenza domiciliare ad
alta complessità, uniformi ed omogenei su tutto il territorio nazionale, al
contrario di quanto accade oggi;
parimenti importante ed ineludibile è l'entrata in
vigore del nuovo nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili, atti a
supportare la persona con disabilità nel cercare di favorirne la massima
autonomia funzionale ed una migliore qualità di vita;
si tratta di un provvedimento non più rinviabile,
atteso con fin troppa pazienza e fiducia dalle persone portatrici di sclerosi
laterale amiotrofica e dai loro familiari, che non vedono nelle istituzioni
quella attenzione e quella sensibilità necessaria ad assicurare il rispetto del
diritto costituzionalmente garantito ad un assistenza dovuta e degna di tale
nome;
la civiltà di un Paese si misura anche dal grado
di attenzione e di sostegno riservato alla vita e dal modo con il quale si
mettono i propri cittadini nella condizione di vivere con dignità anche
l'esperienza della malattia, e non solo dall'impegno per il rispetto
dell'equilibrio dei conti pubblici -:
se non ritenga di assumere le iniziative di
competenza finalizzate all'adozione, senza ulteriori ritardi, del citato
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri riguardante i livelli
essenziali di assistenza e del nomenclatore tariffario delle protesi e degli
ausili con il relativo finanziamento. (3-01136)
(22 giugno 2010)
PIER FERDINANDO CASINI: Signor Presidente,
Ministro Fazio, non parlo in questo momento come capogruppo dell'Unione di
Centro, parlo come cittadino e presto la mia voce a quanti ho visto lunedì
mattina in questa piazza, malati di SLA e altri gravemente affetti da forme che
non consentono alcuna forma di autosufficienza fisica, che hanno urlato la loro
indignazione davanti a questo Palazzo.
Non si rivolgevano a una parte di noi, si
rivolgevano alla politica, al loro paese, al nostro Stato. Si rivolgevano a
noi, chiedendo attenzione. Do e presto a loro la mia voce. Chiedono una cosa
immediata su cui noi chiediamo a lei una risposta, un decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri riguardante i nuovi livelli essenziali di
assistenza. Chiedono di non essere soli davanti a una terribile e non
conosciuta malattia.
FERRUCCIO FAZIO, Ministro della salute:Signor
Presidente, onorevole Casini, segnalo in via preliminare che lo schema di
revisione dei livelli essenziali di assistenza contiene numerose disposizioni,
la cui portata innovativa potrebbe comportare un significativo miglioramento
del livello di tutela sanitaria garantita dal Servizio sanitario nazionale
anche alle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, pur essendo gli
ambiti di impatto più significativi quello dell'assistenza domiciliare
integrata, l'assistenza residenziale alle persone non autosufficienti, la
fornitura di protesi e ausili per disabili.
Quanto all'iter di approvazione dello schema di
D.P.C.M. credo sia opportuno ricordare che, a seguito dei rilievi della Corte
dei conti sul precedente testo licenziato nell'aprile 2008 dal precedente
Governo pro tempore, il provvedimento è stato ritirato da parte del Ministero
del welfare. A questa è seguita un'ulteriore fase di approfondimento degli
aspetti relativi all'impatto economico-finanziario del provvedimento, al fine
di garantire coerenza con la nuova cornice finanziaria di riferimento definita
dal Patto della salute siglato dal Governo e dalle regioni il 3 dicembre 2009
e, successivamente, con le disposizioni contenute nella legge finanziaria per
l'anno 2010.
Tutti questi approfondimenti hanno condotto alla
stesura di un testo condiviso in sede tecnico-politica con le regioni e, come
da me già comunicato a seguito di precedente interrogazione parlamentare,
successivamente inviato nel mese di febbraio scorso al Ministero dell'economia
e delle finanze per il concerto tecnico.
Colgo l'occasione per anticipare alcuni punti di
particolare rilievo del provvedimento. Quanto all'assistenza domiciliare lo
schema di D.P.C.M. descrive le cure domiciliari da assicurare alle persone non
autosufficienti, prevedendo una diversa complessità e intensità della risposta
assistenziale in relazione alle specifiche necessità correlate allo stato di
avanzamento della malattia in questione.
Per quanto attiene alla assistenza residenziale e
ospedaliera, si prevede che le cure siano articolate in ambito residenziale su
diversi livelli di intensità e complessità in relazione alle condizioni
cliniche degli assistiti. La massima intensità assistenziale è garantita alle
persone con patologie non acute, incluse le condizioni di responsabilità
minimale e le gravi patologie neurologiche caratterizzate da complessità e
instabilità clinica e gravissima disabilità che richiedono supporto alle
funzioni vitali.
Infine, per quanto attiene alle protesi, lo schema
introduce numerose novità nell'elenco delle protesi e degli ausili garantiti ai
disabili.
Tra queste vi sono in particolare gli ausili di
comunicazione interpersonale di vario genere.
Da ultimo ricordo che in via anticipatoria
rispetto all'approvazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
sui cosiddetti LEA sono stati destinati 10 milioni di euro nel biennio 2008-2009
e 20 milioni di euro nel 2010 per il finanziamento nell'ambito degli obiettivi
di piano di programmi speciali regionali che prevedono l'acquisto e la
fornitura di comunicatori alle persone con gravi patologie neurologiche
progressive.
PIER FERDINANDO CASINI: La ringrazio, signor
Presidente. Signor Ministro, mentre lei parlava mi chiedevo cosa penseranno
quei malati di SLA che ci stanno ascoltando e che abbiamo incontrato lunedì
mattina, cosa penserà Mario Melazzini, presidente dell'Associazione italiana
SLA, che con tanto, diciamo così, equilibrio - vorrei usare questa parola,
perché avere equilibrio in certe condizioni non è facile - ci è venuto a
spiegare quello che lei con onestà ha detto, dimostrando però anche palesemente
una sua impotenza.
Lei ci ha detto che ha parlato con le
associazioni, che c'è un decreto che ha esaminato, e noi sappiamo che ha svolto
un buon lavoro, glielo vogliamo dire: siamo all'opposizione ma non ci importa
nulla dei vecchi schemi di maggioranza e opposizione, siamo all'opposizione ma
le diamo atto di aver svolto un buon lavoro; però il punto debole di tutto il
ragionamento è che lei ha inviato questo schema di decreto al Ministero
dell'economia e lì è rimasto perché sono passati due anni. Allora, non possiamo
più trincerarci con un linguaggio burocratico davanti a ciò che questo decreto
prevede, e sappiamo tutti che prevede le cose giuste, occorre una comune
iniziativa politica. Pertanto, chiediamo a lei, Ministro, che conosce questi
problemi, di dare una sveglia al Ministro dell'economia perché noi non possiamo
bloccare la possibilità di abolire le province - cosa che abbiamo fatto ieri
nelle votazioni qui alla Camera, quando si potrebbero risparmiare dei soldi
veri - e non dare risposte a questi malati che sono in condizione di
disperazione, e soprattutto ai loro familiari che sono costretti a lasciare il
lavoro e ad accudirli ventiquattro ore su ventiquattro, perché non c'è la
minima possibilità di resistere a quella malattia se non si ha un aiuto
ventiquattr'ore su ventiquattro.
Colleghi, molte richieste di eutanasia - lo dico
per chi crede ad una cultura della vita - provengono proprio da questi malati e
tante volte scaturiscono dalla disperazione e dall'indifferenza nostra, di
tutti noi, io per primo forse, perché non voglio scagliare su altri questa
accusa. Pertanto, Ministro, in conclusione, lavoriamo insieme, ma insieme diamo
un segnale, sin da questa manovra, ai malati di SLA e a coloro che soffrono di
altre malattie così terribili perché la società, se è progredita, non può
lasciarli soli.
fonte: Camera dei Deputati