Lettera alle Istituzioni.
La lettera è stata scritta da Maria
Concetta Tedesco e verrà inviata alle seguenti
Istituzioni :
al Presidente del Consiglio;
al Ministro della Salute;
al Presidente della Repubblica.
Essa sarà accompagnata da circa 10.000 firme raccolte dai malati,
famigliari e amici con il fine di dare maggiore risalto a questa
iniziativa.
Personalmente trovo questa lettera, nella sua drammaticità, molto
toccante che esprime, a tratti in maniera quasi poetica, cosa significa vivere
con la sla!
Siamo circa 5000
diversamente abili, anzi disabili.
Perdiamo progressivamente
la nostra capacità di muoverci, camminare, parlare, ingoiare e respirare.
Solo le nostre capacità
intellettive rimangono inalterate.
Le nostre vite sono
datate: due, tre, forse cinque anni ci restano da
vivere dalla diagnosi;
una
piccolissima percentuale arriva ai dieci anni…
Non esistono cure per la
nostra malattia: la sclerosi laterale amiotrofica non
perdona.
Solo cure sintomatiche per
migliorare la qualità della vita.
Sebbene non abbiamo paura
della morte, come ha dimostrato per noi tutti Luca Coscioni,
vogliamo fortissimamente continuare a vivere.
Le nostre esistenze sono un inno alla vita.
Ci piacciono
le giornate assolate, e quelle piovose, amiamo i nostri figli e i nostri
genitori;
Amiamo svegliarci la
mattina, guardarci intorno e pensare che un’altra giornata ci aspetta con i
suoi colori, odori, profumi e dolori, e che siamo ancora vivi.
E
allora speriamo.
Fortissimamente
speriamo nelle nuove terapie con le cellule staminali.
Ma esse ci vengono negate e non ne capiamo bene il perché.
Ci sono delle regole e c’è
la burocrazia, ma noi siamo come bambini affamati a cui si fa vedere un po’ di
pane e poi lo si nega dicendo che potrebbe farci del
male!
Così ci chiediamo: “Quale
trapianto di cellule staminali può farci più male della sla?”
Lunedì
23 gennaio su
Rai 3 hanno trasmesso un
servizio sulla sla.
Il
dott Adriano Chiò, delle Molinette di Torino, ha parlato di una
nuova sperimentazione non invasiva che faranno con le cellule
staminali del midollo osseo dello stesso paziente, che stimolate da un farmaco andranno in circolo.
Poi
dovrebbero raggiungere il sistema nervoso e stimolare la liberazione di fattori
protettivi per
evitare la progressione della malattia.
L'esperimento
sarà fatto tra breve solo su 24 malati e durerà 2 anni.
Questa
notizia ci ha messo in agitazione,
abbiamo pensato: "eppur qualcosa si muove"
Ma
poi la buona notizia è diventata un pugno allo stomaco
Cosa faranno gli altri 4976 che non
entreranno nella sperimentazione?
4976
sono tanti, un paese i cui abitanti si spengono
lentamente, dimenticati da tutti.
In
caso di terremoto si parlerebbe di catastrofe!!!
Francesco
B. già tracheotomizzato non ha due anni da attendere,
e come lui Sebastiano M. cui la malattia non ha mai dato tregua e dopo neanche
un anno è nelle stesse condizioni di Francesco; e come loro tantissimi altri…..
Siamo tutti disposti a
sottoporci alle sperimentazioni.
Molti di noi sono andati
in Cina, Uruguay, Kiev, ecc. affrontando disagi
notevolissimi per la propria
salute e spese esorbitanti per aver trapiantate cellule staminali.
Altri
sono disperati perché non possono permettersi questo viaggio per motivi di
salute o per
motivi economici.
Ma tutti, le cure, di qualsiasi genere esse
siano, le vogliamo in Italia
Vogliamo poter dire che ci
abbiamo provato, qualunque sia poi il risultato.
Per questo Le chiediamo
che la sperimentazione sulle staminali sia allargata a tutti quei
malati che vogliano parteciparvi e lo stanziamento di nuovi fondi per la
ricerca
E ancora Le chiediamo di
estendere a noi malati qualunque tipo di scoperta sia stata
fatta dalla ricerca per la sla.
Non
abbandonateci, il tempo che ci rimane è troppo
breve!