Cosa hanno scritto i
giornali.
(ANSA)
- ROMA, 18 set –
La
partecipazione a tutti i programmi di sperimentazione in Italia, l'istituzione di
un registro nazionale della malattia, la rimborsabilità totale da parte del
Servizio Sanitario Nazionale di alcuni farmaci e una maggiore assistenza
domiciliare: sono queste alcune delle richieste che i malti di sclerosi
laterale amiotrofica presenteranno oggi al ministro
della Salute, Livia Turco.
Il
forum di ammalati e i loro familiari dell'Associazione
Sla Italia, insieme ad altre organizzazioni, sono
riuniti questa mattina a Roma e hanno inviato una loro delegazione al
ministero. "Sono circa 5mila i malati che soffrono di questa malattia in
Italia - spiega Stefano Pignattaro, membro
dell'associazione - è una malattia che colpisce generalmente tra i 40 e i 70
anni, con una media di 3 nuovi casi ogni centomila abitanti.
"Il
problema - racconta Patrizia Cecchini, moglie di un malato - è che sono le
famiglie a doversi sobbarcare tutto l'onere economico e assistenziale
della malattia. Servono almeno tre persone fisse, giorno e notte, per assistere
i malati, oltre a tutta una serie di ausili, come la
sedia a rotelle, il respiratore e software informatici che aiutano a comunicare
chi rimane senza voce, i cui costi ricadono completamente sulle nostre
spalle".
La delegazione,
composta da quattro ammalati e alcuni parenti,
consegnerà al ministro una lettera, cui saranno allegate anche 12mila firme,
con delle precise richieste. "Innanzitutto vogliamo la riattivazione
completa della commissione ministeriale sulla Sla attivata
dall'ex ministro Sirchia, e ora presieduta dal
presidente dell'Iss, Enrico Garaci,
col reinserimento di un rappresentate degli ammalati -
ha spiegato Mario Melazzini, malato e presidente
dell'Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica
- vogliamo inoltre che sia riconosciuta l'invalidità totale non appena viene
fatta la diagnosi. Serve anche una mappatura delle
persone malate in Italia, con un registro nazionale della
malattia, oltre alla rimborsabilità totale da parte
del Ssn, di quei farmaci inseriti nel piano
terapeutico stilato dallo specialista, e soprattutto la possibilità per tutti i
malati di partecipare a programmi di sperimentazione. Attualmente
infatti, molti di noi sono costretti ad andare in Cina, in Ucraina o in Uruguay
per poter prendere parte a questi studi clinici".
Infine
come hanno testimoniato tutti i parenti dei malati e anche gli alunni della
scuola media Winckelmann di Roma insieme alla loro
professoressa di lettere, malata da due anni, il cantante Ron
e Erminia Manfredi, servono più informazioni e aiuto a
livello domiciliare.
"Questi
malati - ha detto Ron - chiedono di essere
riconosciuti e assistiti, oltre ad essere capiti e ascoltati. Sono entrato in
contatto con questa malattia tramite il mio migliore amico, Mario Melazzini, e sono rimasto sconvolto dalla sua gravità e
dall'immenso bisogno di cure e di amore che hanno
queste persone".
(ANSA).