Ricercatori dell'Universita' Miguel
Hernandez de Helche, ad Alicante, sono riusciti a frenare nei topi la
degenerazione delle cellule provocata dalla sclerosi laterale amiotofica (Sla)
trapiantando cellule staminali autologhe del midollo osseo.
Carmen Cabanes, dell'équipe
che ha realizzato lo studio, ha spiegato che al momento l'esperimento sta dando
"buoni risultati" applicato nei topi, ma ha precisato che lo stesso
metodo viene gia' applicato sugli uomini in Italia. "Se alla fine si
verifichera' la sua praticabilita', si potra' applicare a malati che soffrono
altre malattie neurodegenerative".
Si e' visto che, dopo due mesi, le cellule dei motoneuroni, che sono quelle che
degenerandosi provocano la malattia, continuano ad essere nell'organismo del
paziente, quando si registra "un miglioramento significativo ma
transitorio. Pensiamo che i neuroni trapiantati liberano dei fattori che
proteggono i motoneuroni".
Il coordinatore del progetto Salvador Martinez, ha aggiunto che da due
settimane sono stati effettuati dei trapianti intravenosi nei modelli animali
malati di Sla, e questo se venisse confermato, aiuterebbe molto i trattamenti
negli umani.
In Spagna i malati di Sla sono 4.000, 800 nuovi casi ogni anno,
una patologia che "non ha cura, anche se si aprono nuove aspettative per
il trattamento come il trapianto di cellule staminali", hanno spiegato in
occasione della Giornata Mondiale della Sla (21 giugno) esperti come il dottor Antonio
Guerrero, del Servizio di Neurologia del'Ospedale Clinico di San Carlos di
Madrid. "I benefici che possono portare i trapianti di midollo con le
cellule staminali, per favorire la mobilita'", sono stati testati su topi
transgenici "anche se si tratta di un processo biologico abbastanza
complesso". Rispetto alla decisione del Governo spagnolo di favorire la
ricerca con le staminali embrionali, Guerrero ha precisato che "la
politica non deve mettere nessun freno allo sviluppo di possibili
trattamenti", "chiudere la porta alla ricerca non sarebbe ragionevole,
giacche' andrebbe a discapito di una moltitudine di malati cronici".