Alcuni neurologi della Johns Hopkins University di
Baltimora hanno scoperto che la famiglia di antibiotici
che comprende la penicillina può contribuire a prevenire danni nervosi in
un'ampia classe di disturbi neurologici, compreso il morbo di Lou Gehrig, la demenza, l'ictus e
l'epilessia.
Gli effetti benefici degli antibiotici,
scoperti in esperimenti in laboratorio e con i topi, non sarebbero legati alla
loro capacità di uccidere batteri. In un articolo pubblicato sul numero del 6
gennaio 2005 della rivista "Nature", i ricercatori spiegano che i farmaci
sopprimono gli effetti negativi di una sostanza chimica cerebrale (il
glutammato), attivando almeno un gene e incrementando così il numero di
trasportatori che rimuovono il glutammato dai nervi.
"Sarebbe estremamente prematuro -
commenta però Jeffrey Rothstein,
direttore dello studio - se i pazienti cominciassero ad assumere antibiotici
per conto proprio. Soltanto un trial clinico può dimostrare se uno di questi
antibiotici possa essere d'aiuto e sia sicuro
assumerlo per lungo tempo".
Nei topi modificati affinché sviluppassero l'equivalente del morbo
di Lou Gehrig, le iniezioni
giornaliere di un antibiotico chiamato ceftriaxone
(incominciate non appena i sintomi si sono manifestati) hanno ritardato sia il
danno nervoso sia i sintomi, e hanno esteso la sopravvivenza di dieci giorni
rispetto agli animali non trattati. Il morbo di Gehrig,
noto anche come sclerosi laterale amiotrofica,
produce una debolezza progressiva, la paralisi e infine la morte, di solito
entro tre-cinque anni dalla diagnosi.