Gli scienziati della Johns Hopkins University sono riusciti a
ripristinare i movimenti negli arti inferiori di alcuni topi paralizzati
attraverso un'iniezione di cellule staminali prelevate da embrioni degli stessi
animali.
E' quanto emerge da una ricerca statunitense, pubblicata negli
Annuali di Neurologia secondo la quale le staminali, combinate con altre
sostanze, avrebbero contribuito alla ricrescita delle
cellule del sistema nervoso delle cavie.
Spiega il dottor Elias Zerhouni,
del National Health Institute (Nih) che ha finanziato
lo studio:
"Questo lavoro rappresenta un progresso rilevante, che ci puo' aiutare a comprendere come le cellule staminali
potrebbero essere usate per curare lesioni e malattie, e iniziare a mantenere
le loro grandi promesse".
La scoperta pone ancora una volta l'attenzione sul dibattito sulla
leicita' di utilizzazione di
queste cellule, che potrebbero essere impiegate per curare persone con lesioni
del midollo spinale o altri danni da trauma.
Si tratta infatti della prova piu' efficace che sia stata fino ad ora prodotta dell'utilizzabilita' delle cellule embrionali per curare le
lesioni al midollo.
Il dottor Douglas Kerr, della Scuola di medicina della Johns Hopkins University, e i
suoi colleghi hanno usato un composto di fattori di crescita (Growth Factors) per indurre
cellule embrionali di embrioni di topo a svilupparsi
in un tipo di cellula nervosa chiamata neurone motorio.
I ricercatori hanno introdotto le cellule staminali nel liquido
cerebrospinale di 18 topi paralizzati dal virus Sindbis.
Questo virus attacca i motoneuroni che
iniziano a degenerare e provocano la perdita della capacita'
motoria negli animali.
Le cellule iniettate si sono trasferite in ampie zone danneggiate
del midollo: sono "migrate" verso il corno, una regione del midollo
spinale che ospita le cellule nervose motorie.
"La migrazione delle cellule -ha spiegato Kerr- sembra essere stimolata da qualcosa legato
alla morte cellulare.
Se le cellule vengono iniettate in topi
normali non si verifica alcuna migrazione verso il midollo spinale".
Dopo 8 settimane la funzionalita'
motoria nei ratti, ha cominciato a migliorare:
"Dal 5 al 7% delle cellule migrate nel midollo si sono differenziate in cellule nervose e hanno assunto le tipiche
caratteristiche delle cellule nervose adulte - ma un interrogativo e' rimasto:
come ha potuto un cosi' piccolo numero di cellule
nervose portare ad un aumento tanto rilevante nella funzionalita'
motoria?".
Secondo gli esperti la risposta piu' plausibile e' che le staminali siano riuscite a
proteggere o stimolare le cellule nervose intatte ancora esistenti.
Dopo il trattamento il 50% dei roditori
trattati con cellule staminali ha riacquisito la capacita'
di poggiare a terra una o entrambe le zampe posteriori.
"Questa ricerca -ha sottolineato il
dottor Jeffrey Rothstein,
membro dell'équipe- puo'
portare in tempi brevi dei vantaggi nel trattamento di pazienti con malattie
degenerative dei motoneuroni, come la sclerosi
laterale amiotrofica (Als)
e l'atrofia muscolare spinale (Sma).
Nella migliore delle ipotesi le cellule staminali potranno essere
impiegate in trial terapeutici entro due anni".