Usando una tecnologia appena sviluppata,
un team di ricercatori della Columbia University di New York ha scoperto che
l'indoprofen, un farmaco anti-infiammatorio non steroideo, può aumentare la
quantità di una proteina che scarseggia nei pazienti che soffrono di atrofia
muscolare spinale (SMA), una malattia genetica infantile.
Gli scienziati sperano che la scoperta
venga seguita da ulteriori sviluppi, fino a giungere a un trattamento per la
malattia neurodegenerativa che, negli Stati Uniti e in Europa occidentale,
rappresenta la prima causa genetica di morte fra i bambini di età inferiore ai
due anni.
"L'indoprofen - spiega il
biochimico Brent R. Stockwell - rappresenta ora uno strumento chimico che i
ricercatori potranno usare per studiare la malattia, e anche un buon candidato
terapeutico". I risultati della ricerca sono stati pubblicati in due
articoli separati sul numero di novembre della rivista "Chemistry
& Biology".
Secondo Mitchell R. Lunn, principale
autore dello studio, il prossimo passo sarà quello di condurre ulteriori
esperimenti per comprendere il meccanismo dell'azione dell'indoprofen,
strutturalmente simile all'ibuprofen.
Lunn fa notare che questo composto, così
come altri farmaci anti-infiammatori non steroidei, non ha l'effetto di
aumentare la produzione della proteina SMN (Survival Motor Neuron), che
scarseggia nei pazienti di SMA. Ha invece la capacità potenziale di aumentare
la quantità di proteina già esistente.
Per individuare questo effetto, gli
scienziati hanno effettuato lo screening di più di 47.000 composti, usando un
nuovo software di analisi (Small Laboratory Information Management System)
sviluppato nel laboratorio di Stockwell.