Una diagnosi semplice e affidabile per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA):
è quanto promette una ricerca svolta presso
Secondo quanto riferisce Giulio Pasinetti,
docente di neuroscienze della Mount
Sinai e coautore dell’articolo pubblicato sulla rivista “Neurology”,
nel corso dello studio sono stati analizzati campioni
di liquido cerebrospinale di pazienti con diagnosi di SLA, di pazienti con
altre patologie neurologiche e di individui sani.
Dal confronto è stato possibile individuare tre proteine che nel
liquido cerebrospinale dei soggetti affetti da SLA
sono presenti in concentrazioni significativamente più basse rispetto agli
individui sani.
Per questo, tali proteine potrebbero essere utilizzate come biomarcatori per la patologia.
Da sottolineare, inoltre, che la misurazione
dei livelli di queste tre proteine fornisce un test per diagnosticare
“La nostra ricerca – ha spiegato Pasinetti – ha evidenziato come le variazioni di
concentrazione fossero evidenti entro 1,5 anni dall’inizio dei sintomi, contro
un tempo medio di due anni degli attuali metodi.
Si apre così la strada per un metodo di diagnosi precoce, che
permetterebbe di eliminare la necessità per il paziente di subire mesi di
valutazioni diagnostiche e di rimuovere l’incertezza che attualmente
è presente anche dopo che la diagnosi è stata fatta."