(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Nei prossimi mesi,
probabilmente entro giugno, l'Autorita' garante per la protezione dei dati
personali adottera' un provvedimento di autorizzazione al trattamento dei dati
genetici anche (rpt:anche) ai fini del loro utilizzo per la ricerca
scientifica, fermo restando che occorrera' in ogni
caso il consenso informato specifico del malato.
Le intenzioni dell'Autorita' sono state anticipate
dal presidente Franco Pizzetti, intervenuto a un
convegno organizzato a Roma presso
Lo schema del provvedimento, ha detto Pizzetti, e' stato esaminato
dal Consiglio Superiore di Sanita' che l'ha
ritrasmesso all'Autorita' ''senza
particolari obiezioni''.
Il convegno, che ha riguardato in egual
misura la disciplina giuridica delle malattie rare e lo stato della ricerca
scientifica per la loro cura, e' stato indetto per favorire la promozione di nuove forme di cooperazione tra istituzioni
sanitarie, universita', enti privati di ricerca e
assistenza.
Questo anche per contrastare, come ha affermato il moderatore
Fulco Lanchester, preside della facolta'
di Scienze Politiche dell'Universita' ''La Sapienza'', ''lo scarso interesse
delle industrie farmaceutiche a sviluppare la ricerca e la produzione dei
cosiddetti 'farmaci orfani' per la cura di malattie rare''.
Al centro del dibattito anche la recente
sentenza del Consiglio di Stato che ha sollecitato l'effettiva attuazione del
decreto del ministero della salute del 2001 che ha istituito
I giudici di Palazzo Spada hanno ordinato l'istituzione dei centri
interregionali di riferimento e l'attivazione del Registro delle malattie rare
presso l'Istituto Superiore di Sanita', bocciando
l'inerzia in materia degli organi competenti e riaffermando la competenza dello
Stato nel determinare i livelli minimi di assistenza
concernenti anche diritti civili e sociali.
Secondo Pizzetti la sentenza del Consiglio di Stato
''estende la nozione di Lea anche alla ricerca, oltre che all'assistenza''
mentre il decreto del 2001 ''pur coerente con la normativa sulla privacy, non
richiede una specifica ed esplicita informativa sul trattamento dei dati del
malato nella prospettiva dell'iscrizione di una malattia rara nel relativo
Registro, attraverso il passaggio obbligatorio della segnalazione del medico al
centro regionale di riferimento''.(ANSA).