Sarà inaugurata oggi alle ore 12.00 la prima "Banca di
Cellule Staminali Cerebrali", presso l'Azienda Ospedaliera Santa Maria
di Terni.
L'inaugurazione
di questa struttura a cui parteciperanno fra gli altri
anche Monsignor Vincenzo Paglia - Vescovo di Terni e Presidente della
Commissione Ecumenismo e Dialogo della CEI, Enrico Garaci
- Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità e Livia
Turco - Ministro per
Neurothon Onlus ha
supportato, con l'intento di continuare a farlo, nelle sue fasi di ricerca
Obiettivo principale della "Banca di Cellule Staminali" è quello di divenire una struttura di
ricerca e di laboratorio, nonché di produzione di
cellule, avanzatissima ed in grado di generare cellule cerebrali umane
certificate per uso clinico secondo la normativa europea vigente. All'interno
dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni sarà
quindi operativa una struttura di laboratori deputata all'isolamento,
moltiplicazione, caratterizzazione e bancaggio di cellule staminali del cervello umano.
"L'apertura di questa Banca - commenta Maurizio Colombo, Presidente di
Neurothon - rappresenta una delle varie tappe per
dare speranza a tutti coloro che soffrono. Ma queste
tappe sono raggiungibili anche e soprattutto grazie al contributo economico del
mondo pubblico e privato per aiutare la ricerca scientifica ad accorciare i
tempi di realizzazione dei risultati, già di per sé fisiologicamente lunghi.Neurothon oltre a
contribuire alla realizzazione di questo progetto ha anche come scopo
fondamentale quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità
continua di sostenere le attività di ricerca scientifica."
"
Caratteristica comune alle malattie neurodegenerative
è la distruzione
di specifiche cellule cerebrali, in particolare (ma
non solo) di quelle che conducono gli impulsi elettrici nervosi, vale a dire i
neuroni.
Questo
determina una serie di disfunzioni che esitano in gravi menomazioni motorie e
cognitive - rigidità e tremori nel Parkinson,
movimenti inconsulti nell'Huntington, demenza
progressiva nell'Alzheimer e graduali paralisi di tutti
i muscoli, fino al soffocamento nella SMA e nella SLA.
Oltre
alle problematiche intrinseche di queste patologie si sottolineano
anche quelle date dalla convivenza quotidiana con i problemi psicologici che
devono essere affrontati sia dai pazienti che dai loro famigliari, la cui vita
purtroppo cambia irrimediabilmente, scandita dal ritmo della malattia.