TRIAL PILOTA CON CLENBUTEROLO NELLA SCLEROSI LATERALE
AMIOTROFICA (SLA)
Sorarù G¹ , Turra S², Pegoraro E¹, Mantovan MC¹ , Spinella P²,
Angelini C¹.
¹Centro Malattie Neuromuscolari, Sc. Neurologiche e Psichiatriche
– Università di Padova
²Servizio Nutrizione Clinica – Università di Padova.
Il clenbuterolo è un agente beta2-agonista utilizzato comunemente
nella terapia dell’asma
bronchiale come broncodilatatore.
Svariati studi, speri mentali e clinici, hanno dimostrato che il
clenbuterolo esercita un effetto trofico sul muscolo scheletrico inducendo i
processi di sintesi delle proteine contrattili.
Tale effetto è risultato essere più evidente quando il muscolo è
denervato.
Il clenbuterolo, inoltre, eserciterebbe un’azione protettiva nei
confronti del danno eccitotossico neuronale favorendo la liberazione di Nerve
Growth Factor (NGF).
Obiettivi :
dimostrare l’efficacia del clenbuterolo nell’aumentare la forza
muscolare dei pazienti affetti da SLA verificandone, altresì, la sicurezza
d’uso.
Pazienti e metodi :
sono stati considerati pazienti affetti da SLA definita secondo i
criteri di El Escorial di età inferiore agli 80 anni.
Criteri di esclusione erano la presenza di cardiopatia, l’uso di
ventilatore e una grave disfagia.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una visita generale,
valutazione cardiologica con elettrocardiogramma e prelievo ematico per
dosaggio della potassiemia.
Dopo consenso informato, i pazienti idonei hanno ricevuto una
valutazione baseline nel corso della quale è stata registrata la forza
muscolare di due muscoli degli arti superiori e tre muscoli degli arti
inferiori mediante test manuale con scala MRC e miometro.
In tutti i pazienti, inoltre, sono stati eseguiti spirometria,
analisi della composizione corporea mediante plicometria e valutazione
funzionale somministrando
Ai pazienti è stato quindi erogato il clenbuterolo che hanno
assunto per 6 mesi rispettando una posologia pari a 0.02 mg tre volte al giorno
(una compressa tre volte al giorno).
A tre mesi ed a sei mesi sono state condotte, rispettivamente, la
prima e la seconda visita di controllo risottoponendo i pazienti alle medisime
valutazioni della visita baseline oltre che ad ECG e dosaggio della
potassiemia.
Risultati :
sono stati arruolati 22 pazienti, 16 maschi e 6 femmine, età media
57.5 anni (range 25-76 anni).
Al momento dell’arruolamento l’ALS functionl rating scale score
medio era pari a 22 (range 4-40).
16 pazienti hanno completato lo studio mentre si sono registrati 4
drop out (in un caso per scarsa compliance, in due casi per la sopraggiunta
necessità di intraprendere intervento di posizionamento di PEG ed in un caso
per aggravamento della spasticità).
Due pazienti sono deceduti durante lo studio a causa di un
aggravamento acuto di una preesistente insufficienza respiratoria.
Sia a tre mesi che a sei mesi è stato registrato un aumento
statisticamente significativo (p<0.05) della forza
muscolare misurata mediante miometro e dell’area muscolare del
braccio mentre si è osservata una diminuzione statisticamente significativa
(p<0.05) della massa grassa.
I valori spirometrici e le prove funzionali sono rimasti
immodificati fino alla fine dello studio. Gli effetti collaterali più
frequentemente segnalati sono stati: crampi (5/22), aumento delle
fascicolazioni (5/22) ed agitazione (4/22).
Tali effetti si sono manifestati transitoriamente all’inizio del
trattamento.
Non state rilevate modificazioni elettrocardiografiche e della
potassiemia.
Conclusioni :
nei pazienti affetti da SLA, il clenbuterolo può aumentare la
forza muscolare segmentaria e la massa muscolare ed appare complessivamente ben
tollerato.