Il destino delle cellule staminali nel nostro corpo e' una
decisione che spetta anche al 'cervello'. Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Cell mostra che il sistema nervoso simpatico gioca
un ruolo di controllo fondamentale nel regolare il numero di cellule staminali
del midollo osseo e quelle che vengono immesse nel sangue per il ricambio
cellulare.
La scoperta, merito di Paul Frenette della Mount
Sinai School of Medicine, ha risvolti
importantissimi sia nella terapia cellulare sia nella cura dei tumori o di
malattie del sistema immunitario.
Le cellule staminali del midollo osseo, dette cellule
emopoietiche, servono per il ricambio delle cellule del sangue quindi sono
fondamentali per l'ossigenazione dei tessuti (globuli rossi), per costituire le
difese immunitarie (globuli bianchi) e contro le emorragie (piastrine).
Il trapianto di midollo e' ormai routine in alcune malattie, per
esempio nel cancro dopo la chemioterapia nuove cellule emopoietiche sono necessarie per ripristinare quelle distrutte dai
farmaci.
Il problema e' il reperimento delle staminali da trapiantare:
adesso i medici preferiscono prelevare quelle gia'
mobilizzate, cioe' appena entrate in circolo nel
sangue, e usano alcune sostanze chimiche per stimolare questa mobilizzazione quando si rende necessario un trapianto
salva-vita.
Una di queste sostanze e' il fattore G-CSF, ma gli esperti avevano
capito con una serie di esperimenti che il controllo
della mobilitazione delle staminali non poteva gravare tutto su una o piu' molecole, c'era qualcosa di piu'.
I ricercatori hanno capito che questo 'qualcosa' risiedeva nel
sistema nervoso simpatico, ovvero quella parte del sistema nervoso autonomo che
agisce sugli organi interni per esempio alterando il battito cardiaco, la
pressione del sangue, dilatando le pupille e le vie aree nei polmoni.
I ricercatori hanno visto che topolini con difetti del sistema
nervoso e con problemi di trasmissione del segnale nel sistema nervoso
simpatico, avevano anche difficolta' a mobilitare le
staminali emopoietiche nel sangue.
Inoltre gli scienziati hanno visto che farmaci stimolanti
il sistema nervoso simpatico, ripristinano il transito delle staminali nel
sangue in topolini incapaci di rispondere alla norepinefrina,
il neurotrasmettitore chiave del sistema nervoso
simpatico.
Il sistema nervoso simpatico gioca un ruolo primario nel produrre
segnali che mantengono le staminali nel midollo e
permettono il ricambio cellulare, hanno quindi dedotto gli esperti.
Questa scoperta e' cruciale ed aggiunge un altro elemento di complessita' ai processi coinvolti in mantenimento e
maturazione delle staminali, suggerendo che differenze nel sistema nervoso
simpatico dei donatori di staminali emopoietiche possono spiegare la cospicua variabilita' dell'efficienza con cui ciascuno, diversamente
dagli altri, e' in grado, se stimolato con opportuni agenti chimici, di
rilasciare staminali nel sangue dove i medici le raccoglieranno.
Viene da se' che farmaci stimolanti
il sistema nervoso simpatico potrebbero essere usati per rendere piu' efficiente la raccolta di staminali dal donatore, cosa
che potrebbe far compiere un passo in avanti a tutte le terapie cellulari.