Si chiama Glatiramer acetato ed e' usato
nel trattamento farmacologico della sclerosi
multipla.
Ora, in via sperimentale, viene
somministrato anche a una sessantina di pazienti italiani, affetti da sclerosi
laterale amiotrofica. Per i malati di Sla si apre cosi' una nuova
finestra sulla speranza. La sperimentazione coinvolge tre centri italiani
(l'ospedale Molinette di Torino, l'Istituto auxologico italiano del S. Luca e l'Irccs
S. Raffaele, entrambi di Milano) oltre ad altri sedici
strutture europee.
I pazienti che partecipano ai trials,
della durata di un anno, sono trecento in tutta
Europa. I soggetti scelti, di eta'
variabile tra i 18 e i 70 anni, dovevano avere un requisito fondamentale:
almeno il 70 per cento di capacita' respiratoria.
Meta' dei volontari assumera un placebo, l'altra meta'
la molecola da testare.
L'uso del Glatiramer per rallentare i
processi degenerativi della Sla e' gia' stato sperimentato con efficacia sul modello animale,
afferma uno dei neurologi che sta seguendo lo studio, Adriano Chio', del Dipartimento di neuroscienze
dell'Universita di Torino.
Attualmente in Italia sono in trattamento 25
pazienti a Torino e
Il Glatiramer acetato e' un polimero di tre amminoacidi, la cui
sequenza assomiglia a quella della proteina basica della mielina. Nella
sperimentazione sui topi si e' dimostrata efficace sia sulla durata sia sulla
sintomatologia della sclerosi laterale amiotrofica.
In contemporanea al test sul farmaco, in
sette centri italiani (a Torino, Milano, Genova, Pavia, Pisa, Roma e Palermo)
da qualche settimana e' partito un altro studio-pilota riguardante la sclerosi
laterale amiotrofica. In questo caso un farmaco, il G-Csf, normalmente usato in ematologia nei trapianti di
midollo osseo, viene iniettato sottocute in soggetti
malati con lo scopo di produrre la stimolazione di cellule staminali sane che, reiniettate nel sangue, dovrebbero riuscire a contaminare
l'intero sistema nervoso bloccando i processi degenerativi della malattia.
Questa sperimentazione con l'uso delle staminali, precisa Chio', che segue i quattro volontari trattati alle Molinette di Torino e' ancora in
una fase iniziale. Per ora ne stiamo verificando la tollerabilita'
da parte dei pazienti .
Nell'uso di questo fattore di crescita stimola-staminali
la difficolta' principale e' abbattere
la barriera emato-encefalica tra il sangue e il
sistema nervoso, spiega il neurologo torinese.
I 28 pazienti inseriti nel programma di sperimentazione vengono sottoposti a questo trattamento ogni tre mesi.
I risultati di questa prima fase di studio sono attesi per la fine
del 2007.
Nel nostro paese la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica si dimostra particolarmente vivace, commenta Mario
Melazzini, presidente dell'Aisla,
l'associazione che si occupa di questa malattia, di cui lui stesso e affetto e
l'Italia, a livello mondiale, si conferma come quarto Stato produttore di
ricerche sulla Sla, sia cliniche sia di base.