Sono incoraggianti i risultati dei primi test clinici del
trapianto di cellule staminali adulte su sette
pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (morbo di Lou Gehrig), la prima
sperimentazione al mondo di questo genere, condotta da un gruppo di ricercatori
italiani.
I risultati preliminari degli studi li ha
presentati Letizia Mazzini dell'ospedale di Novara, che insieme a
neurologi dell'universita' di Torino. I ricercatori
utilizzano cellule del midollo osseo dei pazienti stessi.
Sebbene gli studi siano solo una
dimostrazione della sicurezza della metodologia e della terapia, ha
sottolineato la neurologa a Roma per il Congresso internazionale sulle
staminali nelle neuroscienze' promosso dall'Universita' Cattolica, si tratta di risultati fondamentali
per andare avanti con queste sperimentazioni.
La sclerosi laterale amiotrofica e' una
malattia neurodegenerativa che in Italia colpisce circa 4000 individui,
soprattutto intorno ai 50-60 anni ma che non di rado interessa persone di piu' giovane eta'.
Ad essere interessati sono le cellule nervose che innervano i
muscoli motori per cui l'individuo colpito progressivamente va incontro a
paralisi.
Per ora non ci sono trattamenti farmacologici
e l'esito della malattia e' sempre infausto.
La sperimentazione italiana e' iniziata nell'Ottobre 2001 dopo
l'autorizzazione del comitato bioetico regionale, ha
spiegato
A questi e' stato prelevato il midollo osseo da cui poi sono
state isolate cellule staminali coltivate in provetta.
Queste poi sono state iniettate nei pazienti che, a tre anni
dall'intervento, non hanno mostrato alcun danno collaterale del trattamento.
Al momento, ha riferito la neurologa, altri dieci pazienti, di cui
tre hanno gia' effettuato il trapianto, sono in fase di studio dopo che una commissione di esperti
dell'Istituto superiore di sanita', nel luglio
Ripetere la fase I su altri pazienti, ha spiegato
I risultati relativi a questi 10 pazienti saranno
disponibili tra un anno, ha concluso l'esperta; se positivi il sogno e' di
avere l'autorizzazione a procedere con le sperimentazioni di questa che sembra
tra le piu' promettenti linee di ricerca per una
malattia contro la quale tutte le sperimentazioni farmacologiche
finora hanno dato esito negativo.