Nasce la rete nazionale delle
associazioni sla!
E’
stato firmato il manifesto
che segna la nascita della ‘Rete Italiana Associazioni Sclerosi Laterale Amiotrofica’ (www.retesla.it
).
Si
tratta, nello specifico, di ASLA Onlus
(www.asla.it
), con sede a Padova, AssiSLA Onlus (www.assisla.it
), con sede a Bologna, Associazione Aldo Perini Onlus (www.associazionealdoperini.it
), con sede a Milano, Viva
rafforzamento di presidi territoriali atti ad orientare e informare sui servizi
esistenti; pianificazione sociosanitaria del territorio sul quale si intende
offrire la propria azione e condivisione delle proprie conoscenze, anche
scientifiche.
La
denuncia riguarda la situazione in cui versa in Italia l’assistenza ai malati
complessi.
I
dati dell’indagine svolta tra gli oltre 1.000 malati di riferimento mostrano,
infatti, grosse disparità di trattamento sul territorio nazionale evidenziando
casi limite di 24 ore di assistenza giornaliera contro
sporadici accessi in altri, a parità di condizioni cliniche.
Un
appello è invece stato inviato questa mattina stessa ai responsabili della
Sanità Italiana.
Vi
si legge in particolare che: “E’ stato evidenziato anche come, a livello
nazionale, non sia operante - pur essendo stato oggetto di studio della passata
Commissione Ministeriale SLA istituita dalla Turco -
un vero e proprio piano di presa in carico di questi malati che dia le linee
guida sulla presa in carico socio-sanitaria, a partire dalla diagnosi.
In
mancanza di questo il federalismo sanitario mostra tutti i suoi limiti: ogni
ASL assiste i malati in maniera differente, a seconda della
sensibilità al problema, della disponibilità di fondi e del personale. Il
risultato è che ci sono malati che riescono ad avere, in rarissimi casi, 24 ore
di assistenza giornaliera ad alta intensità mentre
altri, la gran parte, devono accontentarsi di poche ore, delegando le famiglie
al ruolo di assistenti”.
Si
chiede dunque al Ministro Sacconi e ai sottosegretari Roccella e Martini che “ognuno per le proprie aree di
competenza, si impegnino ad agire al più presto per una migliore condizione
assistenziale e per la realizzazione di un reale modello di integrazione socio
sanitaria per la presa in carico del malato SLA e, in generale, dei malati ad
elevata complessità”.
24
/ 07 / 2008