Magnifico Luka,
ecco tutto, il titolo che ho scelto
è:
CAMMINANDO
CON
Tutto cominciò in una splendida giornata di agosto, di preciso il
10 agosto
A proposito, quasi
dimenticavo, mi chiamo Ciro.
Cosa dicevo, progetti, il primo era di andare a Firenze, città che
non avevo ancora visitato, con la mia famiglia, mia moglie Betty e mio figlio
Emanuele e degli amici.
Quel 10 agosto, nella mia più totale inconsapevolezza, il mio
braccio sinistro appoggiato alla scrivania ebbe un sol balzo e poi un altro
ancora e dall’ora ho cominciato a convivere con qualcosa di più grande di me.
Per ora poco importa. Arrivò il giorno della partenza, ritrovo al bar per una
salutare colazione e poi via verso Firenze, città d’arte. In tre ore, senza
correre, siamo arrivati a Impruneta, piccolo paesino a venti minuti da Firenze,
sede scelta per il pernottamento.
Che bello, Palazzo Pitti, Piazza della Signoria, il Battistero e
Ponte Vecchio. Uno spettacolo unico con Emanuele che chiedeva di andare a
vedere altre cose, peccato che non avevamo tanto tempo.
Davanti agli
Uffizi, come sempre, una fila di persone che attendevano il proprio turno per
entrare nel museo.
Chiaramente non abbiamo trascurato le delizie culinarie del luogo,
compreso la fantastica e succulenta fiorentina. Proprio mentre degustavo questa
delizia cominciarono i primi crampi alla mano sinistra, feci finta di niente,
ma lessi negli occhi di mia moglie Betty la
preoccupazione.
Il fine settimana che ci eravamo regalati passò velocemente e così
anche i giorni di ferie a seguire .
A settembre, sotto la spinta propulsiva di Betty, cominciammo a
girovagare per medici, uno disse che poteva dipendere tutto da uno strappo
perciò andai a fare una ecografia che diede esito negativo. Mentre si pensava a
cosa fare una sera avendo il computer a casa, navigavo in rete quando digito la
parola “fascicolazione” e la prima cosa che mi compare è l’acronimo SLA
“sclerosi laterale amiotrofica”. Subito mi venne in mente Signorini, giocatore
del Genova, la sedia a rotelle ecc.
Nei successivi quattordici mesi io e la mia famiglia abbiamo
vissuto una vita “tranquilla”, anche se i fastidi alla mano a poco a poco
aumentavano, ma io non curante andavo a lavoro e a giocare a calcetto senza
avere problemi e nello stesso continuavamo a girovagare tra medici e ospedali
senza avere diagnosi certa. Poi a novembre 2006 dopo una degenza di quattro
giorni presso l’ospedale di Ancona, dove mi hanno rivoltato come un calzino, e
mi confermano la sla.
Credetemi, andammo via dall’ospedale con una serenità spaventosa,
come due incoscienti (forse era la consapevolezza di aver abbracciato la
croce), comunque la vita continua nella normalità, nel dicembre 2006 andiamo a
Torino dal Prof. Chiò, dopo una accurata visita emettono la diagnosi di
“sospetta sla”. Ormai nulla ci spaventava, sapevamo tutto quello che c’era da
sapere, dovevamo vivere la nostra vita giorno per giorno godendo dei giorni
positivi e pazientare e sopportare per quelli meno positivi.
Tutto il 2007 passò tranquillamente anche se verso la fine
dell’anno dovetti rinunciare a qualche cosa, il calcetto fu il primo, fino ad
arrivare alla fine dell’anno dove sia mia moglie che mio figlio mi fanno capire
che forse è meglio smettere di lavorare e pensare alla pensione. Di fatto anche il braccio sinistro non aveva più
la forza neanche per tenere un bicchiere.
Divento così un giovane pensionato, pensavo che dopo ventiquattro anni non dovevo
sgomitare per un periodo di ferie decente e mi sono goduto la famiglia.
Andando avanti nel tempo il decorso della malattia prosegue
inesorabile e io ho scoperto il forum e con esso Luka, Tore, Lapo, Edda e
moltissimi altri che mi tengono compagnia durante il giorno.
Ho accettato la sedia a
rotelle per continuare ad avere un
pizzico di autonomia, tutto quello che faccio sempre, senza retorica, per me e
per la mia famiglia per vivere e far vivere questo momento nel miglior modo
aspettando una cura che arriverà di questo ne sono certo.
Marzo 2010