La leggenda degli Slaleoni!

 

Da quando gli avevano regalato quel tappeto volante si sentiva stra-vagante e non riusciva e non voleva più fermarsi.

Girovagava da un capo all'altro della savana

per conoscere quanti più slaleoni possibile.

Mentre volava rifletteva sulla sua vita.

All'improvviso era diventato uno slaleone.

Era stato un homo sapiens di successo, con un sorriso smagliante e gli occhi di un intenso azzurro.

Aveva tutto: il posto di primario, da sempre ambito;

una bella moglie e tre figli stupendi.

I suoi ammalati lo adoravano e le infermiere facevano a gara per lavorare nella sua divisione.

Non aveva accettato il repentino cambiamento: si sentiva impacciato con tutta quella peluria sul corpo, le poderose zampe, la fluente chioma e persino la coda.

Dopo un lungo periodo di crisi era andato in alta montagna, per meditare in solitudine su cosa fare della vita futura.

Tre giorni dopo, sua moglie lo aveva trovato in mezzo alla  neve in posizione yoga, quasi congelato, ma ormai deciso ad affrontare la vita da slaleone.

Della sua vita passata conservava la saggezza, l'attitudine al potere, il sorriso smagliante, gli occhi azzurri e...gli occhiali.

Si era iscritto all'Aisla e presto ne era divenuto il presidente. Usava l'associazione per far conoscere gli slaleoni nel mondo.

Si faceva intervistare insieme al suo amico Ron in tutti i programmi delle varie televisioni ed era diventato famoso come lo slaleone amico di Ron.

Ron era un cantante famoso e simpatico a tutti, faceva anche tenerezza perché i suoi capelli pettinati col gel  ricordavano il bambino di ciaocream: due gusti due baci.

E poi perchè lentamente si stava trasformando in slaleone per solidarietà verso Mario che sosteneva e aiutava sempre con grande spirito slaleonesco.

 

Tra un volo e l'altro decise che se tutti gli slaleoni  avessero lottato insieme avrebbero ottenuto molto, ma molto di più

dal governo degli umani e quindi al ruggito: "slaleoni di tutti i paesi unitevi!" aveva cominciato a girare per la savana , voleva conoscerli tutti gli e capire i problemi di ognuno di loro. Sentiva che avrebbe potuto aiutarli.

Quando ne conosceva uno nuovo provava emozioni profonde, valutava la situazione e dava i giusti consigli per una migliore qualità della vita.

Uno dei suoi più grandi successi fu il sit-in dove conobbe altri slaleoni e dove fu acclamato a furor di popolo presidente di tutta la savana.

 

Le sezioni aisla nascevano come funghi.

Aveva un grande carisma, lo adoravano talmente tanto che lo volevano clonare, ogni comunità voleva Mario tutto per se.

Mario non era d'accordo, ma il popolo capeggiato  dall'iracondo Janu, che ne voleva addirittura uno tutto per se, votò per la clonazione senza pensare alle conseguenze.

A conti fatti ne clonarono cinquantuno, 50 per le comunità che ne avevano fatto richiesta e uno per Janu.

Il vero Mario avvilito se ne tornò nuovamente in montagna a meditare in posizione yoga tra la neve.

Nel frattempo i 51 distribuivano consigli sorrisi e parole gentili e tutti  ripresero a viaggiare per conoscere quanti più slaleoni possibile.

Bastava alzare gli occhi in cielo che si potevano vedere

sfrecciarne almeno 4 o 5 a tutte le ore del giorno.

I Mario cominciarono ad essere indiscreti, quando capitava che in più di uno si recassero a visitare lo stesso slaleone, si ruggivano contro l'un l'altro, erano gelosi!

Inoltre sorridevano poco, gli mancava l'amico Ron che per quanti sforzi facesse doveva trascurarne sempre tanti.

Anche gli slaleoni cominciarono ad essere depressi, ora capivano l'errore commesso, ma ogni comunità amava il proprio Mario e non voleva perderlo!

Il  vero problema si pose quando si dovette decidere quale Mario dovesse andare all'incontro col governo.

Janu sbraitava che il suo era stato addestrato a dovere e avrebbe funzionato meglio degli altri.

Mconcetta e Rosaria volevano quello originale.

Peppiniello faceva un po' di ironia: qualsiasi Mario è sempre Mario.

Ma erano proprio i Mario a non essere d'accordo, ciascuno avocava a se il diritto di andare, proprio perché ciascuno aveva lavorato tanto per la buona riuscita delle ontrattazioni.


Tutti i Mario cominciarono a litigare ferocemente tra di loro; i cittadini della savana erano allibiti: dove erano finiti dolcezza, sorrisi, sguardo limpido...

Se continuavano cosi sarebbero venuti alle mani, meglio aggiornare la riunione all'indomani.

Intanto il vero Mario sempre in posizione yoga in alta montagna rabbrividiva per il freddo e per le notizie che giungevano attraverso i tam tam; era avvilito perché dopo una settimana sua moglie ancora non lo trovava e lui si doveva preparare per l'incontro col governo.

Si riaddormentò tutto intirizzito.

Al risveglio sudava, si guardò intorno la neve era scomparsa e si trovava nella sua stanza.

Wow! era stato solo un incubo..

 

mconcetta