L’incorreggibile antipatica
Teresuccia
Era nata strillando ‘è mio, è mio’, si
riferiva al pollice che stringeva tra le dita della mano. Dopo che l’ostetrica
l’ebbe lavata e vestita, già dormiva serafica e tranquilla convinta che il
mondo era tutto suo
La conobbi a casa sua quando avevo 4
anni, ci dissero di giocare assieme, io ero felice.
Lei aveva
tanti giocattoli,ma appena ne toccavo uno cominciava a strillare: ‘è mio è mio’.
Il tutto finì con un grande litigio e io
alla fine le urlai con grande sentimento la mia prima parolaccia: ‘SEI BRUTTA!’
All’epoca non ne conoscevo altre!
Tutte le estati 2 lunghi mesi li passavano a casa nostra: lei, sua
sorella la bella Emilia (a detta della mamma), la zia
Pina e qualche volta la nonna Teresa.
Non sentivo affetto da parte di nessuno di loro.
Si prendevano anche il mio letto e quando la zia usciva con la
nonna per negozi, al rientro portavano sempre giocattoli all’antipatica, a me
mai niente. Teresuccia nascondeva i suoi giocattoli e
continuava a giocare con i miei.
La zia diceva che l’antipatica era bellissima intelligente ecc ecc
Aveva tutto più di me: era di un anno più grande, più alta, più
ricca,coccolata, biondina, più bella. Aveva un intero armadio
di bambole, la
stanza piena di orsetti e altri peluches e inoltre
una grande collezione di bottigliette vuote di medicinali, di tutte le forme .
Questa era l’unica cosa che le invidiavo, riuscii a
giocarci una sola volta e di nascosto. Quando mi scoprì urlò:
‘non le toccare sono mie!’
Era più magra di me, io ero grassottella con un po’ di pancia (tutta
crescita diceva la mamma) che mi valeva il soprannome di Maria
Pancetta.
L’antipatica per me aveva tre grandi difetti che equilibravano il
tutto: non sapeva nuotare, era cretina ed inoltre aveva un gran nasone!
Io sapevo nuotare, non ero cretina e avevo un bel nasino.
Così quando mi prendeva la liscia le dicevo che a mare mi sarei
portato uno spillo per pungere il suo salvagente.
Era proprio cretina ci credeva veramente! Cominciava a piagnucolare,
chiamava la sua mamma per dirle com’ero cattiva.
E così era anche più buona di me!
Quando eravamo in acqua da sole le urlavo:
ho lo spillo
Ho lo spillo. Lei cercava di scappare col suo ridicolo salvagente,
io velocemente risalivo la scaletta e poi mi tuffavo quasi sopra di lei e
continuavo a nuotare sott’acqua, soddisfatta perché la cretina ci cascava
sempre, faceva la faccia terrorizzata e io me la ridevo.
La cosa più divertente era quando dovevo
andare in macchina con loro.
La zia Pina guidava malissimo, le si spegneva
in continuazione il motore; alle proteste degli altri automobilisti urlava che
il motore era morto. Passavano almeno 5 minuti prima che riuscisse
a mettere di nuovo in moto la sua macchina, nel frattempo si era formato un
ingorgo ed erano tutti arrabbiati.
A me sembrava quasi un gioco: guardavo la gente intorno, le facce
arrabbiate, quelle rassegnate, c’era chi nell’attesa
si metteva le dita nel naso e chi animatamente discuteva con la moglie.
Se c’erano altri bambini cominciavano le smorfie da una
macchina all’altra, l’antipatica a fare le smorfie era bravissima e ci
divertivamo un sacco.
Emilia me la ricordo seduta vicino al balcone intenta
a leggere e a mangiare uno degli enormi e meravigliosi biscotti della nonna Maria.
L’anno che Emilia morì, la zia Pina era distrutta dal dolore,
piangeva e piangeva, chiusa nello studio di papà nella penombra, raccontava alla
mamma di Emilia e del suo dolore. Se
entrava Teresuccia le diceva che sarebbe stato meglio
se fosse morta lei.
A me l’antipatica faceva pena, così quando
un amico di papà mi regalò il più grande uovo di pasqua con peluche che avessi
mai ricevuto non esitai un attimo e lo regalai a lei.
Disse grazie e corse a conservarlo tra le sue cose.
L’indomani trovai la cioccolata nel frigo ne stavo assaggiando un pezzetto quando sentii una voce alle mie spalle: ‘non
toccare è mia!’ La zia Pina non disse niente.
Ancora oggi provo rabbia per averle fatto quel regalo.
Ero delusa, con quel gesto le avevo offerto solidarietà. Lei non aveva capito, era quella di sempre.
Dopo vari trasferimenti di papà per lavoro non ci siamo viste più, ma 4 anni fa, dopo la morte della madre si
è fatta viva con una raccomandata del suo avvocato per certe particelle
minuscole di terreno che asserisce essere sue.
Incorreggibile, davvero incorreggibile
l’antipatica Teresuccia.
Mconcetta