La storia di Paola Benetti
Mi chiamo
Paola, ho 56 anni, da 4 convivo con la sclerosi laterale amiotrofica.
Vorrei riportare, nelle
mie attuali possibilità, la mia testimonianza con questa terribile malattia.
Alla fine del 2004 i primi
sintomi:mancanza di forza negli arti inferiori in particolare nella parte
destra. Il medico di famiglia diceva di non preoccuparmi perché era dovuta alla mia
solita anemia, ma la cosa per me peggiorava:cominciarono le prime cadute.
Nel marzo del
2005 decisi di andare dal neurologo,alla asl trovai un giovane medico molto scrupoloso, mi fece una
visita lunga e accurata, ed infine mi portò a fare la tac alla testa. Il
risultato fu negativo ma consigliò un ricovero in
neurologia per degli accertamenti. Passarono molti giorni in
attesa di un letto, nel frattempo ebbi una brutta caduta e riportai due
fratture all'omero del braccio destro. Fu così che mi fu trovato in fretta un letto per il
ricovero(un grazie al quel giovane medico).
Cominciò il mio
calvario con la sla:analisi
del sangue ,elettromiografie ripetute più volte,
esame del liquido dal midollo spinale e infine risonanza alla testa, dopo
qualche giorno la diagnosi. La neurologa mi disse:-signora
la sua è una malattia degenerativa-le chiesi se era
curabile ma non mi diede una risposta comprensibile. Capì che la cosa era grave quando vidi la disperazione di mio marito e il volto
dei miei figli. La mattina seguente passò il primario lesse le cartelle e
visitandomi si rivolse alla collega con una sigla:-questa
è sla- Rimasi senza parole e scoppiai in lacrime. Al
momento della dimissione ci spiegò che non c'era nessuna cura, salvo un farmaco
che forse rallentava il decorso della malattia, ma
Ci recammo
all'ospedale “Besta” di Milano, ma anche là,la diagnosi fu confermata. Mi prescrissero il Rilutek e vitamine, mi consigliarono di mettermi in cura
presso l'ospedale di Pisa , e specificarono che avere
il riluzolo era un mio diritto .Quando sono ritornata
a Lucca, nel reparto per ritirare la cartella clinica una dottoressa mi indicò un suo collega a Pisa ,il dott. Bongioanni in neurorialibitazione.
per me si aprì una porta di speranza:un medico che si
prende in carico veramente i propri pazienti, un persona umana, sempre
disponibile. Mi ha fatto conoscere i problemi e le difficoltà della malattia e
come affrontarli.
Ogni due mesi
ho i controlli:analisi del sangue , spirometria,
visita pneumologica, visita cardiologica
e dietistica, effettuate da medici con cui ho rapporto piacevolissimo.
Oggi che non posso comunicare oralmente, utilizzo un programma su un pc portatile, tramite il quale riesco a navigare in rete,
in particolare sul sito “Le porte della speranza” di Luca Pulino
e sul forum dell'associazione SLA Italia,dove ho
trovato esperienze di malattia ,consigli ,informazioni, etc.
Vi ho
conosciuto molti altri
malati e loro famigliari con cui comunico regolarmente
condividendo esperienze e emozioni.
La sla è una malattia che forse più delle altre coinvolge
tutta la famiglia dato che il paziente si trova totalmente dipendente da chi
gli sta intorno, peso significante se non agevolato e condiviso dalle
istituzioni, come le asl e le amministrazioni locali.
La malattia mi
ha fatto conoscere molte cose della vita a cui forse prima non davo importanza.
A volte basta solo un sorriso,purché sia sincero.
Paola.