CIAO, IO SONO STEFANO.
Ho 42 anni e dal primo ottobre 2002 sono
ospite della Comunità di San Martino al Campo presso Villa Stella Mattutina a
Opicina (TS).
Ci sono arrivato perché, a causa di una grave malattia iniziata alla
fine del 2001, ho perso il lavoro e la casa. Questa patologia, che si chiama
Sclerosi Laterale Amiotrofica, sta progressivamente atrofizzando tutti i miei
muscoli, rendendomi estremamente impegnativo fare ogni cosa, anche le più
semplici.
Però non ho intenzione qui di scrivere quello che la malattia mi
ha tolto, bensì quello che mi ha dato!
Si, perché da quando sono ammalato sto tirando fuori il meglio di
me.
Ogni fatto che ci accade nella vita, compresa la malattia o
l’incidente, è neutro.
Siamo noi, in base a come reagiamo ad esso, che lo trasformiamo in
un evento cosiddetto positivo o negativo.
Tutti noi subiamo, fin da quando siamo nella pancia della nostra
mamma, dei traumi emotivi. I neurologi hanno dimostrato che le emozioni che noi
proviamo si fissano in particolari recettori che a milioni avvolgono lo strato
protettivo esterno del nucleo delle nostre cellule, le quali conservano poi la
memoria di quegli eventi emotivi anche per diverse generazioni.
Sradicare queste vecchie memorie provoca sofferenza ed è molto
difficile anche quando si è consapevoli di questi meccanismi.
Per esempio, a me sono accaduti, nel corso dell’infanzia, degli
eventi emotivi che hanno maturato dentro
di me alcuni “credo” del tipo:
io non valgo nulla, io non sono capace di fare nulla e quindi io
non merito di essere amato.
Da qui, le scelte della mia vita sono state scandite da
atteggiamenti vittimistici o, peggio, masochistici oppure di estremo orgoglio.
Quando cercavo amore e lo trovavo, scattava dentro di me una
reazione per cui rifiutavo l’amore offertomi, spesso adottando atteggiamenti
distruttivi.
Nel 1995 per merito di una breve ma intensa malattia, ho iniziato
a voler capire perché le mie emozioni erano sempre così forti e difficili da
gestire.
E’ iniziato un viaggio interiore che ha cambiato la mia vita.
Dio aiuta sempre le anime che cercano di migliorare, per questo ho
trovato sul mio cammino insegnanti da cui imparare e compagni di viaggio con
cui condividere.
Ma non bastava. Io opponevo resistenza!
Non riuscivo ad aprire il mio cuore all’amore senza condizioni e
soprattutto all’essere amato.
Questa malattia mi ha messo con le spalle al muro.
E sono cominciati ad accadere i miracoli.
Stefano
visto dalla sua amica Manuela.
Immediatamente, è sparita quella sensazione di negatività e pessimismo
che aveva accompagnato tutta la mia vita condizionandola subdolamente.
Ho migliorato la mia autostima e, di conseguenza, l’amore e
l’accettazione verso il mio prossimo.
Il mio cuore ha iniziato ad aprirsi sempre di più.
Provo amore.
Per le forme delle pietre e degli alberi, per il profumo dei
fiori, il colore del cielo, delle foglie, per la terra, il sole, le stelle.
Per gli animali.
Per tutti gli esseri umani, anche quelli difficili.
Per Dio ognuno di noi ha un compito su questa terra, non esistono
persone inutili o dannose.
E visto che Dio è in ogni cosa, noi siamo pezzi di Dio.
Dentro ognuno di noi c’è la stessa Sua luce, anche se spesso
facciamo di tutto per nasconderla.
Provare amore mi dà gioia ed essere in uno stato di gioia
predispone all’amare.
Questo crea un flusso d’amore che alle volte faccio fatica, per
mancanza d’abitudine, a sostenere.
Sto ricevendo una inarrestabile fiume d’amore da ogni parte: dalla
mia famiglia, dalle mie dolci amiche e dai miei amici, dai responsabili,
operatori, volontari, e dagli ospiti della comunità.
Sono tutti così premurosi con me.
Noi possiamo veramente rendere la nostra vita una – cosa
meravigliosa-. Qui, ora!
Così facendo il passato non ha più potere su di noi e il futuro
perde importanza.
La malattia potrà forse portare il mio fisico alla morte in
futuro, ma la mia anima sta guarendo adesso, e ciò è importante per il mondo
intero visto che l’umanità è fatta di singoli individui.
Ciao. Un abbraccio e un grazie di cuore.
Vi voglio bene a tutti.
Stefano Del Ben.