L’EDITORIALE
Focolai di libertà scientifica e di speranza…
Il 19 novembre scorso la Commissione Affari Legali dell’O.N.U. era
chiamata ad esprimersi su una risoluzione che chiedeva la proibizione di qualsiasi
ricerca, esperimento, applicazione, tecnica che preveda la clonazione umana.
Originariamente venne proposta l’adozione di una convenzione
contro la “clonazione riproduttiva” (creazione di un essere identico a
quello originario) ma negli ultimi tempi con la risoluzione promossa dal Costa
Rica e sostenuta da U.S.A., Italia, Portogallo e Santa Sede si voleva allargare
questa convenzione anche contro la cosiddetta “clonazione terapeutica”.
Nella seduta del 19 novembre la Commissione ha deciso di non adottare la risoluzione ‘restrittiva’ proposta dal Costa Rica ed ha deliberato invece di mettere all’ordine del giorno, per la metà di febbraio, la eventuale adozione di un documento riguardante la materia in questione.
La risoluzione non è passata grazie alla forte opposizione di
alcuni paesi membri tra cui la Gran Bretagna, il Giappone ecc. cosicché i paesi
favorevoli ad un bando totale contro la clonazione terapeutica, tra cui
l’Italia, hanno dovuto lasciare il Palazzo
di Vetro con la coda tra le gambe.
A ragion veduta si può considerare questa decisione della
Commissione come una vittoria in quanto se la risoluzione fosse stata
adottata essa sarebbe stata vincolante per i paesi membri, e quindi
ognuno può trarre le sue conclusioni.
Questa è una notizia positiva.
La non notizia e non positiva è che come al solito nessun media ha
parlato di questa cosa e sarebbe rimasta ai più sconosciuta se non fosse stato
ancora una volta per l’Associazione Luca Coscioni che ne ha ampiamente parlato
sul suo sito e cercato attraverso mail di informare più persone possibili su
cosa stava accadendo.
La mia impressione è che riguardo alla clonazione terapeutica
qualcosa si sta muovendo verso la direzione giusta e ovunque nel mondo stanno
scoppiando quelli che io definisco focolai di libertà scientifica e di
speranza.
Eccone alcuni:
Gran Bretagna.
Nei mesi scorsi molti quotidiani hanno
pubblicato la notizia che in Inghilterra sarà possibile effettuare la
clonazione umana a scopi terapeutici.
La Gran Bretagna, all’avanguardia nel
campo della biomedicina, in anticipo ssu molti altri paesi ha autorizzato la
clonazione umana a fini terapeutici aprendo la strada alla ricerca sulle
cellule staminali embrionali che vengono poi differenziate nelle varie cellule
da utilizzare per riparare tessuti ed organi danneggiati. Numerose sono le
malattie che si pensa possano essere curate con questa nuova terapia, ad
esempio il diabete, l’infarto , il Parkinson, l’Alzheimer, la Sclerosi
Multipla, e si spera possano essere un valido rimedio anche contro la SLA.
Per valutare meglio l’impatto che una
simile terapia potrebbe avere basti pensare che solo in Italia il gruppo di
malattie sopra citato interessa circa dieci milioni di persone.
Spagna.
Recentemente il governo spagnolo ha decretato relativamente
all’utilizzo degli embrioni soprannumerari consentendo ai genitori la
possibilità di donare questi embrioni, non più destinati alla fecondazione
assistita, alla scienza per progetti di ricerca con finalità terapeutica.
Il governo ha altresì vietato fini di lucro sia da parte delle
coppie genitori sia da parte degli scienziati ricercatori volendo così
sottolineare l’intenzione socialmente utile della proposta.
California.
Lo stesso giorno in cui l’oscurantista Bush veniva rieletto
presidente, lo Stato della California attraverso un referendum esprimeva a
larga maggioranza il proprio SI alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
andando apertamente contro corrente rispetto all’orientamento del governo
federale.
La vittoria in questo referendum è importante in quanto permetterà
allo stato della California di finanziare la ricerca sulle cellule staminali
embrionali e questo si tradurrà in una elevata disponibilità di risorse
finanziarie, si parla di circa 3,5 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Australia.
Per la prima volta al mondo cellule staminali embrionali saranno
donate senza alcuna restrizione commerciale per il bene dell’umanità.
Infatti il centro di ricerca sulle staminali “Stem Cell Sciences
metterà a disposizione gratuitamente la propria linea di cellule staminali
denominata ‘Mel 1’ per far si che la ricerca su questo tipo di cellule e sulla
loro applicazione terapeutica possa procedere in maniera più spedita rispetto
ad oggi.
Infatti l’ostacolo economico, che sarebbe superato dall’intenzione
di metterle a disposizione gratuitamente, costituisce un grosso limite alla
ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Svizzera.
Il 28 novembre attraverso un referendum il popolo svizzero si è
espresso, accettandola, in favore della Legge sulle cellule staminali che
consentirà l’utilizzo degli embrioni soprannumerari per finalità di ricerca
scientifica.
A fronte di queste realtà che spero diventino sempre più numerose
bisogna purtroppo constatare come alcuni paesi si oppongano fermamente
all’utilizzo a fini terapeutici delle cellule staminali embrionali.
In questa crociata l’Italia si contraddistingue per la sua
particolare intransigenza che si è manifestata con l’approvazione della Legge
40, che di fatto preclude ai ricercatori in Italia qualsiasi possibilità di
studi o ricerche che prevedano l’utilizzo di cellule embrionali, ed inoltre con
l’appoggio ad iniziative a livello internazionale volte a proibire questo tipo
di ricerca anche in altri paesi (vedi adesione alla proposta di risoluzione
O.N.U. promossa dal Costa Rica e bocciata il 19.11.2004).
Mi viene spontaneo commentare la posizione del nostro paese con
una frase famosa di Albert Einstein che recitava così:
“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità
umana.”
Luca Pulino Raccolta
degli editoriali
E voi cosa ne
pensate? Mi piacerebbe conoscere la
vostra opinione. Scrivetemi