L’EDITORIALE
Cronaca di una serata straordinaria : il mio compleanno.
Entro nella stanza dove tra poco si svolgerà una grande festa.
E’ tutto pronto e tutto è stato disposto come io avevo chiesto.
Non sono stato il primo ad arrivare, c’erano già alcuni miei amici
a sistemare le ultime cose.
Alcuni di loro, così come i miei genitori, hanno dovuto
sopportarmi anche la sera prima perché non avendo chiara quale doveva essere
l’esatta disposizione dei tavoli sono stati costretti ,dietro mio ordine, a
spostare ,più di una volta, i tavoli da una parte all’altra della stanza!
Appena qualche anno fa ero mente e braccio delle mie iniziative,
oggi non è più così e dovendo fare di necessità virtù ho dovuto imparare, mio
malgrado, un pò a comandare e un pò a delegare.
La stanza è addobbata con festoni colorati coriandoli e maschere
di carnevale : un tripudio di colori!
Sui tavoli non manca nulla: prosciutto, salame, lonza, parmigiano,
pecorino, formaggio dolce e di pecora, pizza bianca, torte rustiche, olive
ascolane e patate fritte wurstel, insalata di riso e fagioli con salcicce e
cotiche, acqua e vino a volontà.
A parte, torte di diversi tipi, ananas banane e mandarini.
E non poteva certo mancare la musica rigorosamente latino
americana e comunque in chiaro stile carnevalesco.
Oramai i miei amici sono tutti arrivati e la festa può cominciare.
Seduto sulla mia carrozzina osservo tutto quello che accade nella
stanza …osservo cercando di registrare nella mia mente immagini suoni e colori
di questa serata.
I volti sorridenti delle persone, le loro risate…vorrei poter
parlare con tutti ma è proprio in queste occasioni che le mie difficoltà
comunicative aumentano.
Questa malattia è una maledizione.
Mi sale un groppo in gola e nel mio cuore c’è spazio solo per la
tristezza e la malinconia.
Mi chiedo se riuscirò mai a riprendermi la mia vita.
In quello stesso momento Claudio mi da una pacca sulla spalla e
subito dopo mi ritrovo con una lunga nera parrucca in testa.
Mi dicono che somiglio a un transessuale!
Ora quasi tutti i miei amici ne hanno una e guardandoli non è
possibile non ridere.
Ci sono circa 40 persone (qualcuno manca) che, badate bene, non
sono semplici invitati ma sono i miei AMICI, e tutti, chi in un modo e chi in
un altro mi stanno accompagnando in questa non facile avventura.
Poi è la musica ad attirare la mia attenzione : un merengue!
E’ uno (insieme alla salsa e al samba) dei miei balli preferiti, e
il ballo è una delle mie passioni così ora il mio corpo è completamente pervaso
da tutte quelle emozioni che solo una passione può dare!
I miei amici cominciano a bailare, voglio ballare anch’io così mi
dico – dai Luca muovi questi cazzo di piedi, daiiii…ma non succede nulla!
Non mi resta altro che continuare a guardare e a ritmare la musica
con le parti del corpo che ancora riesco a muovere.
Le emozioni non sono finite!
Qualche giorno prima della festa Giuseppina aveva detto a mia
madre – La torta per Luca voglio
prepararla io –
Ed ecco finalmente la torta, bellissima…l’aquila della Lazio
disegnata in azzurro sulla bianca panna!
Ora è il momento di spegnere le candeline, e ad aiutarmi ci sono
Luca e Matteo, i figli di Giuseppina mentre tutti gli amici sono intorno a me.
Sarà questo, per me, il momento più emozionante!
E in una serata dove ho dovuto centellinare le parole come fossero
un bene troppo prezioso per essere sprecato, riesco a dire – Facciamo un
brindisi tutti insieme? –
E brindisi sia…e mentre sorseggio lo spumante esprimo un desiderio
: spero che sia l’ultimo compleanno che festeggio in questo modo!
La musica riprende, la festa continuerà fino alle 3 di notte…
Luca Pulino Raccolta
degli editoriali
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pensate? Mi piacerebbe conoscere la
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